Le performance 2020 delle nostre quotate Tinexta prima per rialzo, Visibila -64,5%

Sono 13 le quotate del Nord Ovest che hanno chiuso il 2020 con le rispettive azioni a un prezzo superiore a quello di fine 2019, nonostante tutto. In testa, per la migliore performance borsistica 2020, si trova Tinexta, la società presieduta da Enrico Salza e guidata da Pier Andrea Chevallard, amministratore delegato e direttore generale (entrambi torinesi). L'ultimo prezzo di Tinexta è stato di 21 euro esatti, l'81,03% in più rispetto al 30 dicembre 2019. Il secondo gradino del podio del Nord Ovest per rialzo annuale è stato conquistato dalla genovese Renergetica (+75,04%) e il terzo dalla Diasorin di Saluggia (+47,44%), vincitrice tra le blue chip locali.
Seguono, nell'ordine, al quarto posto, la biellese Borgosesia (+42,7%), la torinese Reply della famiglia Rizzante, quinta (+37,22%), la Ferrari, controllata dall'Exor della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi (+27,55%), la genovese Erg dei Garrone-Mondino (+21,75%), che ha terminato l'anno con l'azione al record storico di 23,40 euro. Quindi, all'ottavo posto, la torinese Italia Independent di Lapo Elkann (+13,69%), al nono la Guala Closures di Spinetta Marengo (+13,15%), destinata a essere controllata dalla Investindustrial di Bonomi e al decimo Fca (+11,11%), che si fonderà con il gruppo Psa diventando Stellantis.
Le altre tre che hanno terminato il 2020 con un prezzo superiore a quello di 12 mesi prima sono Cnh Industrial del gruppo Exor, undicesima per rialzo (+5,46%), la torinese Centrale del Latte di Torino, la cui maggioranza è stata rilevata dall'emiliana Newlat Food (+3,31%) e la spezzina Sanlorenzo, che fa capo al torinese Massimo Perotti, suo fondatore e timoniere (+3,29%).
Al contrario, sono 27 le quotate del Nord Ovest che hanno finito l'anno in rosso, più o meno profondo. Il maggiore ribasso è stato della Visibilia Editore della cuneese Daniela Garnero Santanchè (-64,53% rispetto al 30 dicembre 2019). Che, nella graduatoria dei perdenti, ha preceduto anche la torinese Fidia (-61,97%), la quale proprio nell'ultima seduta è scesa al minimo storico di 1,425 euro e Ki Group, altra subalpina (-59,68%).
Subito dopo vengono le due quotate dell'alessandrino-milanese Urbano Cairo: la sua capogruppo Cairo Communication ha perso il 53,49% e la controlla Rcs MediaGroup (-43,45%). Il quinto posto per maggior ribasso tocca alla torinese Bim (-42,79%), il sesto alla novarese Autogrill dei Benetton (-41,37%), il settimo alla Juventus (-34,68%), l'ottavo alla Pininfarina (-29,23%), che ha messo in liquidazione la sua Pininfarina Engineering e il nono alla Cover50 dei torinesi Fassino (-28,35%). Chiude la bottom ten la Sogefi, controllata dalla Cir dei fratelli De Benedetti, figli di Carlo (-26,03%).
Dopo, vengono, nell'ordine, la genovese Ediliacrobatica (-24,57%), la novarese Matica Fintech (-23,62%), la torinese Astm controllata dalla famiglia Gavio (-23,59%), la Biancamano del savonese Gian Battista Pizzimbone (-23,08%), la genovese Iren (-23,03%), la Basicnet di Marco Boglione (-20%), la Cir dei fratelli De Benedetti (-19,71%), Intesa Sanpaolo, che ha come principale azionista la Fondazione Compagnia di San Paolo (-18,56%); la torinese Conafi (-16,72%). Al ventesimo posto per ribasso annuale si è piazzata la genovese Fos (-16,30%).
Un po' meno peggio è andata alla Dea Capital controllata dalla famiglia novarese Boroli-Drago, attraverso la De Agostini (-15,31%), a Prima Industrie presieduta da Gianfranco Carbonato (-14,88%), alla Buzzi Unicem della famiglia Buzzi di Casale (-13,14%) e alla torinese Pattern (-10,11%); oltre che all'Italgas (-4,48%), all'Exor guidata da John Elkann (-4,14%) e all'Orsero di Albenga (-1,88%), fanalino di coda del gruppo delle quotate del Nord Ovest che hanno concluso il 2020 in ribasso.
Non classificate le due matricole dell'anno: la torinese Osai (3,24 euro l'ultimo prezzo della sua azione) e la saluzzese Eviso, che ha esordito proprio nella seduta finale del 2020 chiudendo con la quotazione di 2,05%, superiore del 17,14% al prezzo di collocamento.