Imprese cuneesi, turbo agli investimenti

PIER PAOLO CARINI ACCELERA EGEA
L'imprenditorialità del Cuneese è più forte del Covid. Lo dimostrano tante iniziative e anche diversi nuovi piani di investimento. Tra questi spiccano quelli dell'albese Egea, sesta maggiore multiutility nazionale e della Fonti di Vinadio (Acqua Sant'Anna), colosso delle acque minerali. Pier Paolo Carini, amministratore delegato e presidente del comitato di gestione di Egea, ha preannunciato che quest'anno investirà 50 milioni e altri 200 entro il 2025. Per l'ulteriore crescita dell'impresa, che nel 2019 ha fatturato 984 milioni (+25% rispetto all'esercizio precedente) e che prevede di superare il miliardo entro il 2022. Continuando a fare profitti: nel 2019 il margine operativo lordo è stato di 34 milioni e l'utile netto di quasi 6. Nel primo semestre 2020, il fatturato è risultato di 430,2 milioni e di 18,4 l'ebitda. Sede ad Alba, Egea (Ente gestione energia e ambiente) ha 300 soci, tra pubblici e privati. Presidente del consiglio di sorveglianza è Beppe Rossetto, mentre Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino, presiede il comitato scientifico. L'ad Pier Paolo Carini, laureato in Ingegneria elettronica a Pavia, nato a Genova nel 1964, è anche vice presidente di Confindustria Cuneo. 

PIU' ROBOT PER FONTI DI VINADIO (ACQUA SANT'ANNA) A Pier Paolo Luciano, bravissimo capo redattore di Repubblica Torino, Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato della Fonti di Vinadio (Acqua Sant'Anna), ha dichiarato che ha programmato l'investimento di 10 milioni per ampliare il parco robot dello stabilimento di Vinadio, che diventeranno così 45 e contribuiranno a rendere l'impianto della Valle Stura uno dei più avanzati ed efficienti al mondo nel settore delle bevande. “Proprio il continuo aggiornamento tecnologico – ha detto Bertone a Pier Paolo Luciano – ci ha permesse di eguagliare i leader europei dell'imbottigliamento: i francesi di Evian”. Fra l'altro, verrà creata una nuova linea dove già la Fonti di Vinadio può vantare una delle imbottigliatrici più veloci a livello globale, in grado, infatti, di produrre fino a 81.000 bottiglie all'ora. L'azienda, che ha un fatturato di 320 milioni, triplicato nell'ultimo decennio, vende un miliardo e mezzo di bottiglie all'anno. Conta 250 dipendenti e ha un indotto locale di 1.500 persone. Per l'ulteriore espansione, Alberto Bertone punta soprattutto sui mercati esteri, a partire da quelli più vicini, Francia compresa.

GARDESA DI NUOVO ITALIANA CON BERTOLOTTO
Parlando dell'irrefrenabile spirito d'iniziativa cuneese, non si può non ricordare che la Bertolotto di Torre San Giorgio, produttrice di porte e complementi d'arredo, proprio alla vigilia di Capodanno, ha acquisito dalla Assa Abloy, multinazionale svedese, la Gardesa, azienda di porte blindate con stabilimento a Cortemaggiore, in provincia di Piacenza. L'impresa cuneese guidata da Claudio Bertolotto, 40 anni, ha così fatto tornare italiano un marchio ben noto nel settore. Con l'acquisizione di Gardesa, la Bertolotto, che fattura 36 milioni, porta a 250 il numero dei dipendenti del gruppo.