Il prezzo della casa aumentato a Torino mentre è diminuito a Genova e ad Aosta

Nel 2020, annus horribilis per moltissimi settori dell’economia, il mattone ha tenuto; anche se non ovunque (sì a Torino, no a Genova e ad Aosta). Secondo Immobiliare.it, nonostante leggere flessioni registrate nell’ultimo trimestre, a livello nazionale, l’anno si è concluso con prezzi in aumento del 2,5% su base annuale. A dicembre, la cifra media richiesta per l’acquisto di un’abitazione in Italia è stata pari a 2.025 euro al metro quadro.
“Questi dati non vanno letti in modo tradizionale, cioè con l’aumento dei prezzi conseguente a una maggiore domanda e a una minore offerta” ha commentato Carlo Giordano, l'amministratore delegato di Immobiliare.it, precisando che “in questa situazione così complessa e senza precedenti, gli aumenti dei valori in alcune aree del Paese trovano giustificazione in una crescita dell’offerta di immobili in vendita nei capoluoghi con i prezzi più elevati in confronto alla provincia”.
Al quadro relativo alle diverse zone d’Italia si aggiunge quello che divide i grandi dai piccoli centri. Comprare casa nelle metropoli oggi costa quasi il doppio rispetto alle città con meno di 250.000 abitanti, scarto che è stato accentuato dall’andamento dei valori nell’anno appena concluso. I piccoli centri hanno chiuso infatti in negativo, con prezzi in calo dello 0,2%, mentre le grandi città, per la maggior parte, hanno resistito e concluso il 2020 con un aumento dello 0,9%, nonostante anche qui l’ultimo trimestre abbia riportato i primi segni della pandemia (-0,9%).
Guardando al dettaglio relativo ai capoluoghi di regione, il più caro di tutti, Firenze (3.976 euro/mq), chiude il 2020 in sofferenza: qui i prezzi delle case in vendita sono scesi dello 0,8% in un anno. Cali, però, sono stati registrati anche a Genova (1.586 euro a metro quadrato, il 2,2% in meno rispetto all'anno prima) e ad Aosta (1.916 euro, il 4% in meno). A Torino, invece, il prezzo medio è salito del 3,4% a 1.827 euro.
Milano rimane decisamente un caso unico nel suo genere in Italia, con un aumento del 9,2% dei prezzi medi anno su anno, così che ha raggiunto i 3.782 euro/mq. Chiude in positivo anche Roma (+1,5% su base annuale), dove il prezzo medio si ferma a 3.265 euro/mq. Dopo mesi di aumenti, Bologna compete ormai con questi tre grandi centri: i costi hanno superato la soglia dei 3.000 euro al metro quadro e il 2020 si è concluso con un +2,5%.
Rispetto al 2019, le ricerche di abitazioni per sostituzione sono aumentate del 33%, dato giustificato dal ruolo della casa che è tornato a essere centrale dopo l’esperienza del lockdown. La qualità del vivere è diventata fondamentale per le abitazioni che da dormitori sono ritornate a essere fulcro centrale della vita delle persone. “L’aumento delle ricerche per sostituzione ha innescato un meccanismo che, nell’ultima parte dell’anno, ha contribuito a rallentare la crescita dei prezzi, trend che probabilmente vedremo anche nei prossimi mesi” ha detto Giordano, aggiungendo che “Chi vuole sostituire la sua casa ne possiede già un’altra da vendere e pur di migliorare il suo abitare in tempi rapidi è disposto a chiedere cifre più accessibili che agevolano così l’accesso alla casa a chi ne sta cercando una. Questo da una parte potrebbe contribuire a un calmieramento dei prezzi nei grandi centri e dall’altra far sì che il numero di compravendite tornerà a crescere nel 2021”.