Il 2020 nero anche per i veicoli industriali

Nel 2020, le misure di contenimento della pandemia hanno generato uno shock sull’economia, con un crollo senza precedenti della domanda e della produzione nel primo semestre, non recuperato nel secondo, investito dalla cosiddetta “seconda ondata” del virus. Inevitabilmente, anche il mercato degli autocarri e dei rimorchi e semirimorchi ha risentito in maniera pesante degli effetti dell’emergenza Covid. Nell’intero 2020 sono stati emessi 20.303 libretti di circolazione di nuovi autocarri, il 14% in meno rispetto al 2019 e 11.468 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti (-20,7% rispetto a gennaio-dicembre 2019). Per le marche estere la perdita di mercato è del 26%, mentre le marche nazionali contengono la perdita al 20%.
Nell’intero 2020, i libretti di autobus rilasciati sono 3.162 (-24,9%, rispetto al 2019). Confermano un calo a doppia cifra gli autobus adibiti al trasporto pubblico locale (-32,6%) e gli scuolabus (-36,8%), mentre gli autobus e minibus turistici contengono la flessione all’8,6% e i minibus al 9,9%.
Per il 2021 – un altro anno sfidante nel percorso verso l’obiettivo europeo della carbon neutrality al 2050, con ambiziosi target sulla riduzione delle emissioni di CO2 al 2025 e al 2030 per i nuovi autocarri – si prevede una progressiva ripresa dei volumi di immatricolazioni di autocarri e veicoli trainati, anche grazie alla seconda finestra di incentivazione prevista dal Decreto Investimenti, in programma dal 14 maggio al 30 giugno. Gli investimenti delle imprese di autotrasporto contribuiranno allo svecchiamento del parco circolante italiano, dove l’età media degli autocarri, a fine 2019, è di 14 anni, la flotta più anziana nell'Europa Unita dopo quella spagnola (13 anni la media Ue).