Foto Ires dell'agro-industria piemontese

Grazie al suo Osservatorio Rurale, l'Ires Piemonte fornisce una serie di risposte relative al sistema agricolo regionale e agli effetti provocati su di esso dal Covid-19: fra l'altro, sulle esportazioni vinicole, sul florovivaismo e sull'agriturismo. Intanto, l'Ires ricorda che le aziende agricole attive in Piemonte, al termine del terzo trimestre 2020, erano 50.567, l’1,7% in meno rispetto al 30 settembre 2019, una flessione in linea con le dinamiche osservate nel corso delle ultime annate. L’emergenza sanitaria e le conseguenti difficoltà di tipo organizzativo ed economico, pertanto, non sembrano aver inciso su questo indicatore, che da molti anni segue una lieve e costante diminuzione.
Però, allargando lo sguardo all’intero settore agro-alimentare la situazione risulta più preoccupante. Il numero di aziende del settore agro-industriale (alimentari e bevande) in Piemonte non arriva a 4.000 e, anche in questo caso, negli ultimi anni si è osservata una progressiva diminuzione; tuttavia, nel 2020, risalta in negativo il dato del secondo trimestre, quando si è registrato un calo del 3,3% rispetto all’anno precedente, equivalente a 136 imprese in meno.
Il florovivaistico è stato il comparto produttivo maggiormente colpito durante la prima fase della pandemia, subendo un arresto delle attività proprio nei mesi più importanti dell’annata commerciale. Secondo gli operatori, le stime dei danni relativi al periodo del lockdown ammonterebbero a circa il 55-60% del fatturato annuo, con un’incidenza maggiore per le aziende floricole. Le perdite si possono stimare tra i 35 e i 40 milioni di euro. La restante parte dell’anno ha poi consentito un parziale recupero, in particolare per le aziende vivaistiche, mentre per il comparto floricolo, maggiormente legato alle ricorrenze, la situazione appare più compromessa.
Quanto all’export del settore vitivinicolo piemontese, l'Ires ha calcolato che le vendite sui mercati esteri genera un valore pari a 1,1 miliardi di euro e aggiunge che proprio questo settore è risultato tra i più danneggiati del Covid-19, soprattutto per la chiusura delle attività di ristorazione sia in Italia che in molti altri Paesi. Considerando il trimestre di chiusura totale, il volume di vino invenduto sarebbe pari ad almeno il 10% del prodotto regionale, dato destinato a crescere con il perdurare della pandemia e delle misure restrittive negli ultimi mesi dell’anno. Il danno colpisce, in modo più accentuato, i prodotti di alta gamma, in genere destinati all’export e alla ristorazione di qualità.
Passando all'agriturismo, è stato rilevato che in Piemonte le aziende che svolgono questa attività di sono poco più 1.300 (nel 2008 erano 933). Di queste, 914 offrono la possibilità di pernottamento con 10.393 posti letto. Si tratta di una tipologia tra le più penalizzate dall'epidemia, a causa delle restrizioni imposte dal governo alle attività turistiche. Le attività di ricezione e ristorazione sono state chiuse nei mesi primaverili; ma le difficoltà economiche si sono protratte per tutta l’annata per le nuove chiusure dei mesi autunnali e invernali e per la forte diminuzione dei turisti stranieri, che rappresentano il 45% della clientela. A questo va sommato l’aumento dei costi per adempiere alle disposizioni in materia di sicurezza.
Un'ulteriore rilevazione dell'Ires è che in Piemonte l’occupazione nel settore primario, cioè nell'agricoltura, è aumentata tra il 2008 e il 2018 del 36%, ma l’incremento è stato ancora maggiore per l’occupazione extracomunitaria, aumentata del 70% (da 8.189 a 13.930 addetti). Tale crescita è stata più marcata nelle aree a vocazione frutticola, in particolare nel Saluzzese - i 23 “Comuni della frutta” - dove l’attività principale è caratterizzata da una stagionalità breve, legata alla raccolta. Con il primo periodo di lockdown i produttori hanno affrontare il problema della carenza di manodopera agricola, in particolare proprio di quella extracomunitaria, che non ha potuto raggiungere gli abituali luoghi di lavoro a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia.