Economia, le previsioni di Intesa Sanpaolo

In Italia, il 2021 potrebbe essere un anno a due facce, con rischi al ribasso sul primo semestre e al rialzo sulla seconda metà. In ogni caso, saranno necessari anni per recuperare i livelli di attività precedenti allo shock Covid. Lo prevede Intesa Sanpaolo nel suo nuovo Scenario macroeconomico, dove si legge che “è possibile che il trend di graduale rilascio delle restrizioni e lenta ripresa della mobilità possa continuare nelle prime settimane del nuovo anno. Ciò implica la possibilità di un rimbalzo del Pil già nel primo trimestre, sia pure non pieno (dell’ordine del 2%)”. E, non ipotizzando la necessità di un uovo inasprimento delle restrizioni in corso d’anno, il recupero dovrebbe continuare nei restanti trimestri del 2021, sia pure ad un ritmo via via decrescente su base congiunturale. “Questo scenario – scrive Intesa Sanpaolo - implica un rimbalzo del Pil del 4,7% nel 2021, dopo il calo del 9% stimato per il 2020. In media, l’anno prossimo l’attività economica resterebbe comunque più bassa del 4,7% rispetto al livello del 2019”.
Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, il recupero del 2021 sarà più marcato per gli investimenti (+10,6% dopo il -8,1% del 2020), trainati soprattutto delle costruzioni, che per i consumi (+4,8% da -10,9%), ancora frenati dalla spesa per servizi (per i consumi di servizi si aspettano un rimbalzo limitato al 4%, dopo il crollo del 16,3% stimato per il 2020). Proprio i servizi e, in particolare, quelli legati a tre comparti (alloggio e ristorazione; trasporti; attività artistiche, sportive e di intrattenimento), pagheranno di gran lunga il conto più salato allo shock Covid, subendo una perdita di capacità produttiva che lascerà il comparto, ben al di sotto dei livelli di attività precedenti. anche dopo la diffusione di un vaccino.
A frenare la ripresa dei consumi sarà anche la permanenza del tasso di risparmio su livelli più elevati rispetto a quelli pre-Covid: una “normalizzazione” è attesa solo in corrispondenza di una riduzione dell’incertezza sull’evoluzione dello scenario non solo sanitario ma anche economico.
In ogni caso, la spinta al recupero di attività nel 2021 non verrà solo dalla domanda interna ma anche dagli scambi con l’estero, che lo Scenario macroeconomico prevede possano tornare a contribuire positivamente al Pil anche durante eventuali periodi di contrazione della domanda domestica a causa di ricadute epidemiche. Infatti, a differenza della primavera scorsa, il commercio mondiale è in una fase di ripresa, visto il rimbalzo della domanda in corso non solo nei Paesi asiatici (Cina in primis) ma anche negli Stati Uniti, dove le misure restrittive adottate almeno sinora hanno effetti limitati.
Secondo gli esperti di Intesa Sanpaolo, la seconda parte del 2021 dovrebbe beneficiare di due fattori positivi: la distribuzione di uno o più vaccini su vasta scala e l’implementazione dei programmi previsti del “Recovery Plan” europeo. Entrambi questi fattori, a loro avviso, difficilmente avranno un impatto tangibile sull’economia prima della seconda metà del 2021, ma potrebbero sostenere l’attività economica a lungo, ovvero per alcuni anni. Infatti, lo shock Covid ha causato un output gap molto ampio, che farà sì che per diversi anni l’economia possa crescere a un ritmo superiore al potenziale, per recuperare i livelli pre-shock.
“L'Italia, benché possa risultare tra i Paesi europei che impiegheranno più tempo per tornare ai livelli di Pil del 2019, in ogni caso è destinata a mostrare tassi di crescita superiori a quelli considerati “abituali” per il nostro Paese probabilmente per tutto il quadriennio 2021-2024”. La politica fiscale resterà accomodante ancora a lungo. Per il 2021, il valore “facciale” dei pacchetti di stimolo è solo di poco inferiore a quello del 2020 (5% del Pil, dopo il 7% del 2020). L’impatto della Legge di Bilancio sarà solo una parte, e non la più importante, degli interventi di sostegno all’economia, che includono un ulteriore pacchetto da 20 miliardi già annunciato per le prime settimane del 2021, e i primi fondi dal Programma “Next Generation Eu” (il cui ruolo diventerà via via più importante nel corso degli anni, visto che il segno della manovra di bilancio diverrà prima meno espansivo e poi restrittivo).
Intesa Sanpaolo stima un impatto annuo dalle sovvenzioni Ue pari a circa mezzo punto di crescita del Pil per tutto il triennio 2021-23, ma, a causa di possibili ritardi nell’implementazione dei progetti, “sospettiamo che l’impatto maggiore si possa avere solo dal 2022. In ogni caso – scrivono gli autori dello Scenario - per via soprattutto di stime meno ottimistiche sulla crescita del Pil, le nostre previsioni sui principali indicatori di finanza pubblica e soprattutto sulla traiettoria del rapporto debito/Pil, sono meno rassicuranti di quelle del Governo: vediamo un debito sopra il 160% a partire dal 2021, per diversi anni”. In media d’anno, il Pil tornerà al di sopra del livello del 2019 solo nel 2025.