Boom di contratti di rete nel Torinese

In Piemonte, soprattutto nella provincia di Torino, il “Contratto di rete”, piace e avanza più velocemente della media italiana. A confermare il fenomeno, positivo, sono i freschissimi dati di Infocamere, la società consortile di informatica delle Camere di commercio italiane, che al 31 dicembre 2020 ha censito in Piemonte 1.869 imprese coinvolte in un contratto di rete, l'85,6% in più rispetto a tre anni prima. L'incremento è superiore a quello medio nazionale, che è del 64,4% (nella Penisola le imprese coinvolte sono diventate 38.381, a fronte delle 23.352 del 31 dicembre 2017).
Le imprese che sottoscrivono un Contratto di rete si impegnano reciprocamente, in attuazione di un programma comune, a collaborare in forme e ambiti attinenti le proprie attività, scambiando informazioni e/o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, oltre che realizzando in comune determinate attività attinenti l’oggetto di ciascuna impresa. E lo scopo della rete è di accrescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitività delle imprese partecipanti, quale ragione d’essere dell’aggregazione, nelle forme e nelle modalità definite dalle imprese stesse all’interno del contratto.
Come ricorda Infocamere, le reti di imprese sono disciplinate dalla Legge 33 del 2009 e lo strumento giuridico del Contratto di rete si presta a essere un valido “veicolo” non solo per le pmi, che hanno così la possibilità di raggiungere obiettivi di sviluppo superiori a quelli che riuscirebbero a perseguire agendo singolarmente, ma anche per le imprese medie e grandi, perché l’aggregazione consente di avvalersi delle sinergie della rete per rafforzare il proprio business o per svilupparne uno nuovo, nonché per gestire e superare momenti di crisi, servendosi dell’esperienza dalle altre imprese partecipanti, operando eventualmente anche in contesti internazionali.
In particolare, nella provincia di Torino le imprese coinvolte in un contratto di rete a fine 2020 sono risultate 810, oltre il doppio delle 389 che erano tre anni prima. Nessun'altra area del Piemonte ha fatto registrare un aumento simile. Comunque, il secondo posto per crescita è stato conquistato dalla provincia di Cuneo, dove le imprese con contratto di rete sono diventate 568, il 92,5% in più rispetto al 31 dicembre 2017. E sul terzo gradino del podio regionale per tasso di crescita si trova la provincia di Vercelli, che ha censito 49 imprese in rete (+75%). Mentre l'unica provincia piemontese a denunciare un calo è quella di Verbania, dove le imprese con contratto di rete sono scese del 29,7% a 26.
Ed ecco i dati delle restanti province: 137 le imprese coinvolte nell'Alessandrino (+65,1% rispetto a fine 2017), 126 nel Novarese (+61,5%), 98 nell'Astigiano (+60,7%) e 55 nel Biellese (+55).
Quanto alla natura giuridica delle imprese piemontesi in reti, Infocamere ha rilevato che 935 sono società di capitale, 345 società di persone, 423 ditte individuali e 139 cooperative. Invece, relativamente ai settori di attività economica, è emerso che è quello dell'agricoltura il più folto di imprese in rete (409), precedendo anche il manifatturiero (331), le costruzioni (239) e il commercio (222). Più distanziati l'immobiliare (116) e i trasporti (101).