Aosta, sale al 45% la quota delle imprese che non ha in programma investimenti

Gli imprenditori valdostani esprimono ancora previsioni non positive per questo inizio d'anno. L’indagine congiunturale di Confindustria Valle d'Aosta conferma il clima generale di incertezza: la maggior parte delle imprese del campione navigano a vista e le loro indicazioni sono improntate alla cautela. In generale il peggioramento degli indicatori rispetto al trimestre precedente è di lieve entità, ciò vuol dire che le imprese intervistate si attendono per i prossimi mesi ancora situazioni di mercato complesse e incerte.
È da rilevare, però, una notevole differenza tra il comparto manifatturiero e quello dei servizi: in quest’ultimo il clima di fiducia migliora in modo marcato, mentre nel manifatturiero si assiste a un notevole peggioramento rispetto ai valori registrati in settembre.
Peggiora lievemente il dato relativo all’occupazione, sostanzialmente stabile il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (prevede di farne ricorso circa il 18% degli intervistati) ma è un valore che rimane pur sempre elevato in una prospettiva storica. Il saldo sulla produzione peggiora di circa sei punti percentuali. Tuttavia, il 54% delle imprese non si aspetta variazioni. Sostanzialmente analoghe le previsioni sui nuovi ordinativi, dove però il dato rispetto allo scorso trimestre peggiora di più di dieci punti percentuali, anche se quasi il 60% degli intervistati si attende un andamento costante. Si attenua la caduta dell’export: il dato resta ancora in terreno negativo ma fa registrare un miglioramento di circa cinque punti percentuali. Restano più o meno stabili quelle che hanno ordinativi oltre i tre mesi (40%).
Stabile il dato sugli investimenti di un certo rilievo che si attesta su di un 23,81%; cala di circa 10 punti percentuali il dato relativo agli investimenti per sostituzioni, che si attesta su di un 30%. Aumenta, di conseguenza, il numero di imprese che non ha in programma alcun investimento, che si attesta ora su di un 45%. Peggiora leggermente il tasso di utilizzo della capacità produttiva che passa dal 72,97% del trimestre precedente a un 68,95% dell’attuale. La media complessiva dei tempi di pagamento è di 66 giorni (contro i 55 della precedente rilevazione) e di 59 giorni per la Pubblica amministrazione. Diminuisce leggermente il numero di imprese che segnalano ritardi negli incassi.
“I dati ci confermano in modo inequivocabile che la ripartenza avverrà con tempi piuttosto lunghi e che ci vorranno almeno un paio d’anni per tornare ai livelli pre-crisi – ha commentato Giancarlo Giachino, presidente di Confindustria Valle d’Aosta – e serviranno scelte coraggiose che portino a un vero e proprio cambio di visione allo scopo di poter sostenere il futuro di tutti. L’agenda politica deve mettere al centro gli investimenti e le imprese in quanto creatori di valore: è una sfida epocale che non possiamo permetterci di perdere. Il rischio è quello che nel giro di pochi mesi ci sia l’esplosione di una vera e propria emergenza sociale che rischia di diventare strutturale”.