Ai giovani piace fare impresa agricola

L'agricoltura attira sempre più giovani imprenditori. Lo ha segnalato la Coldiretti, che ha rilevato un aumento del 14% del numero di imprenditori agricoli under 35 rispetto a cinque anni fa. Basandosi sui dati di Unioncamere al 30 settembre scorso, Coldiretti ha fatto sapere che l'Italia è al primo posto in Europa per numero di imprese agricole e allevamenti guidate da giovani con meno di 35 anni: ne conta oltre 55mila. “E’ in atto un cambiamento epocale che non accadeva dalla rivoluzione industriale – ha commentato la Coldiretti - con il mestiere della terra che non è più considerato l’ultima spiaggia di chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è invece la nuova strada del futuro per le giovani generazioni istruite”.
In controtendenza rispetto all’andamento generale, che mostra un abbandono di altre attività produttive da parte dei giovani imprenditori- dall’industria al commercio – l'ultimo censimento di Unioncamere ha mostrato una corsa degli under 35 alla terra, con il risultato che oggi, in Italia, un' impresa su dieci condotta da giovani svolge una attività rivolta all’agricoltura e allevamento, contribuendo a garantire la disponibilità di alimenti sani e di qualità, in un momento drammatico per l’economia e l’occupazione.
“La presenza dei giovani – riferisce la Coldiretti – ha di fatto rivoluzionato il lavoro della terra, dove sette imprese under 35 su dieci operano in attività che vanno dalla trasformazione dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo; ma anche alle attività ricreative, all’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, alla sistemazione di parchi, giardini, strade, all’agribenessere, alla cura del paesaggio e alla produzione di energie rinnovabili”.
La rinnovata attrattività della campagna nei confronti dei giovani si riflette nella convinzione comune che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. Non è dunque un caso che oltre otto italiani su dieci (82%) sarebbero contenti se il proprio figlio lavorasse in agricoltura.
E se tra i giovani imprenditori agricoli c’è chi ha scelto di raccogliere il testimone dai genitori, la vera novità rispetto al passato, secondo la Coldiretti, sono gli under 35, i cosiddetti agricoltori di prima generazione, arrivati da altri settori o da diverse esperienze familiari, che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità. Fra l'altro, la capacità di innovazione e di crescita multifunzionale porta le aziende agricole dei giovani ad avere una superficie superiore di oltre il 54% rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati per azienda in più.
Veronica Barbati, leader dei giovani della Coldiretti ha commentato: “E’ necessario investire sull’agricoltura, che è un settore strategico per far ripartire l’Italia grazie anche a un esercito di giovani attenti all’innovazione e alla sostenibilità. Occorre sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione, che, mai come adesso, vuole investire il proprio futuro nelle campagne e per questo va liberata dal peso della burocrazia. che impedisce anche il pieno utilizzo delle risorse comunitarie”.