SOLO 48 0RE

QUEL PATTO TRA LE FONDAZIONI PER BPM
Con i tempi che corrono, appare più che tempestiva e opportuna la decisione di costituire un patto di consultazione presa dalla Fondazioni azioniste del Banco Bpm: la Fondazione Crt di Torino (titolare dell'1,78% della banca guidata da Giuseppe Castagna), la Fondazione Cr Lucca (1,24%), la Fondazione Cr Alessandria (0,50%), la Fondazione Cr Trento e Rovereto (0,028%) e la Fondazione Enpam, che è la cassa previdenziale dei medici e odontoiatri (1,95%). Con l'istituzione del patto, detentore del 5,5% del capitale, ogni singola Fondazione sarà più forte nella tutela dei propri interessi di azionista, dei diritti di socio, di difesa e valorizzazione dell'investimento.
***
IL MANTRA DELL'ATTRATTIVA DEL NORD OVEST
Un mantra sempre più frequente nei programmi e nelle dichiarazioni sul futuro di Torino, del Piemonte, ma anche di Genova e della Liguria, è la necessità di accrescere l'attrattiva locale di attività e cervelli da altre aree, in seguito alla consapevolezza che il Nord Ovest è insufficiente di imprenditorialità, lavoro e innovazione. Scarsità superabile appunto con apporti da fuori. Tutto vero e giusto. Peccato che sia più facile a dirsi che a farsi. Comunque, infastidisce non poco che il mantra dell'attrattività sia espresso da diversi amministratori che potrebbero effettivamente far arrivare attività e cervelli e non lo fanno, compresi diversi imprenditori e top manager che mantengono altrove sedi piuttosto che direzioni generali o centri di ricerca delle società da loro guidate.
***
AMMINISTRATORI CHE EVITANO RESPONSABILITA'
“Chi assume consulenti (e non responsabilità)”. E' il titolo, significativo, dell'articolo del cuneese Aldo Grasso pubblicato dal Corriere della Sera nella prima pagina del 27 dicembre. Grasso ha scritto che “il vero lockdown è quello del senso di responsabilità, individuale. Lo diceva Longanesi: è più facile assumere un sottosegretario (un consulente, una task force …) che una responsabilità”. Allora vengono in meno quegli amministratori - tanti, troppi – che, paurosi per la loro incompetenza o inadeguatezza, propongono decisioni soltanto dopo avere ottenuto pareri legali, perizie, stime di esperti e consulenti esterni ai quali eventualmente addossare poi la colpa dei risultati negativi. Irresponsabilità che ha anche un costo economico, spesso elevato, perchè, naturalmente consulenze e pareri non sono gratis. Ma i cattivi amministratori non se ne preoccupano: non sono loro che pagano personalmente, ma le società o gli enti che guidano, immeritamente.
***
UNIVERSITA' ITALIANE TROPPO GENEROSE
In seguito alla Brexit, i giovani Ue che vorranno iscriversi alle Università inglesi dovranno pagare un sacco di soldi (fino a 30.000 euro all'anno). Altro che le tasse degli atenei pubblici italiani, uguali per tutti; anzi, magari più favorevoli per gli stranieri. Si sa che quanto pagano gli universitari italiani nel nostro Paese è molto meno di quanto costa la loro formazione; ma questo non turba perchè la differenza è un investimento pubblico. Lascia perplessi, però, il “regalo” fatto agli stranieri che in Italia si laureano, diventando professionisti destinati, quasi tutti, a tornare nel Paese d'origine, arricchendolo e facendolo diventare più competitivo. Insomma, l'Italia finanzia chi diventerà un suo concorrente. Forse è opportuno trovare qualche soluzione. In qualche caso, come quello medico, potrebbe funzionare l'impegno dello straniero a restare a lavorare in Italia per almeno tre-cinque anni dopo la laurea.
***
CAIRO, IL TORO E IL SOLLECITO A INVESTIRE
I tifosi del Toro sono abituati a soffrire, da tempo ormai. Il compatimento è diventata una loro caratteristica. Però, essere ultimi in classifica, dietro anche al Crotone è veramente dura, quasi insopportabile. E non consolano abbastanza le prestazioni dell'ottimo Belotti. Tutti chiedono che Urbano Cairo faccia qualcosa, reagisca adeguatamente. Va bene essere parchi, attenti ai conti, a non fare debiti. Però questo non preclude di fare gli investimenti necessari. E Cairo, da buon imprenditore quale s'è rivelato, lo sa bene. Investire non è sprecare. E' spendere un po' oggi per avere di più domani, C'è da pensare, perciò, che Cairo investirà. I tifosi granata lo sperano, il Torino lo merita.