Richieste di asilo nella Ue, quasi 800.000 ancora all'esame degli Stati membri

Durante il terzo trimestre del 2020, sono stati 111.700 i richiedenti asilo che per la prima volta hanno presentato domanda di protezione internazionale negli Stati membri dell'Unione europea. Si tratta del 132% in più rispetto al secondo trimestre. Nonostante questo aumento, il numero di domande è risultato ancora inferiore rispetto ai periodi pre-Covid; nel terzo trimestre 2019 erano stati 159.900 e nel quarto 177.200.
Con 18.100 richiedenti per la prima volta nel terzo trimestre del 2020, quello dei siriani è rimasto il gruppo più numeroso di persone in cerca di protezione internazionale negli Stati membri dell'Ue, davanti agli afgani (11.200 richiedenti) e ai venezuelani (9.600). I cittadini di questi tre Paesi rappresentavano oltre un terzo (35%) di tutti i richiedenti asilo.
Il numero più alto di richiedenti nel terzo trimestre 2020 è stato registrato in Germania (27.200, pari al 24% del totale dei richiedenti per la prima volta negli Stati membri dell'Ue). Seguono la Spagna (26.900 e 24%) e la Francia (21.700, pari al 19%). Questi tre Stati membri insieme rappresentavano oltre i due terzi (68%) di tutti i richiedenti asilo per la prima volta nell'Ue nel terzo trimestre.
Rispetto alla popolazione di ciascuno Stato membro, il tasso più elevato di richiedenti per la prima volta registrati nel terzo trimestre 2020 è stato registrato a Cipro (1.848 richiedenti per milione di abitanti), Malta (1.320) e Grecia (799). Al contrario, i tassi più bassi sono stati osservati in Ungheria (un richiedente per milione di abitanti), Polonia (8) ed Estonia (9). La media Ue è risultata di 249 richiedenti asilo per milione di abitanti.
Quanto allo stock di domande di protezione internazionale pendenti, cioè presentate in qualsiasi momento e ancora all'esame delle autorità nazionali competenti, alla fine di settembre 2020, nell'intera Ue erano quasi 800.000, il 14% in meno rispetto a un anno prima e il 6% in meno rispetto a fine giugno 2020. Con 268.200 la Germania deteneva la quota maggiore (34% del totale Ue), davanti a Francia (154.300, pari al 20%), Spagna (101.100 o 13%) e Grecia (75.700 o 10%).
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PER LA CASA LA SPESA MAGGIORE DELLE FAMIGLIE
Nel 2019, le famiglie dell'Ue hanno speso oltre 1.700 miliardi di euro (pari al 12,3% del Pil europeo) in abitazioni, acqua, elettricità, gas e altri combustibili. Questa somma rappresenta quasi un quarto (23,5%) della loro spesa totale per consumi ed è di gran lunga la più grande voce di spesa delle famiglie Ue, davanti a trasporti (13,1%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (13,0%), ristoranti e alberghi, nonché ricreazione e cultura (entrambi 8,7%).
La quota di spesa delle famiglie dedicata all'abitazione è stata maggiore in Finlandia (28,8%), Slovacchia (28,4%) e Danimarca (27,9%), seguita da Cechia (26,4%), Francia (26,2%), Svezia (25,8% ) e Irlanda (25,4%). Al contrario, Malta (12,3%), Lituania (14,9%), Cipro (15,6%) e Croazia (16,2%) hanno registrato le quote più basse. In Italia, la spesa delle famiglie per la casa è stata pari al 23% della spesa complessiva per i consumi.
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ZENZERO E PAPRIKA LE SPEZIE PIU' IMPORTATE
Gli Stati membri della Ue nel 2019 hanno importato 379.000 tonnellate di spezie da Paesi extra Ue.
Lo zenzero rappresenta la quota maggiore di queste importazioni (111.000 tonnellate), seguito da vicino da paprika e pimento (94.000 tonnellate) e pepe (69.000 tonnellate). Il principale Paese di origine delle importazioni di zenzero, paprika e pimento è stata la Cina (76.000 tonnellate e 65.000 tonnellate rispettivamente), mentre il pepe è stato importato principalmente dal Vietnam (31.000 tonnellate) e dal Brasile (22.000 tonnellate).
Le importazioni di zenzero, paprika e pepe sono state superiori alle importazioni di curcuma (15.000 tonnellate), la maggior parte dall'India (12.000 tonnellate), anice e spezie correlate (14.000 tonnellate) di cui l'Egitto (4.000 tonnellate) è stato il fornitore principale, oltre alla cannella (14.000 tonnellate), di cui quasi la metà proveniva dall'Indonesia (6.000 tonnellate).
Le altre spezie più importate sono state i semi di cumino (9.000 tonnellate), in gran parte dall'India (4.000 tonnellate) e dalla Siria (3.000 tonnellate) e i semi di coriandolo (8.000 tonnellate), di cui metà importati dalla Russia (4.000 tonnellate).
Rispetto al 2012, il peso delle importazioni extra-Ue di spezie è aumentato della metà (+ 50%). Le importazioni extra-Ue di curcuma e zenzero sono più che raddoppiate, registrando il maggior incremento tra le spezie più commercializzate.