Piemonte, il costo del Covid in mancato Pil

Grazie al consistente recupero ottenuto nel terzo trimestre di quest'anno, la perdita di Pil da parte del Piemonte, a causa del Covid, quest'anno dovrebbe risultare contenuta in 10 miliardi di euro, a fronte dei 18 previsti precedentemente. Il Pil del Piemonte, infatti, dall'inizio di luglio alla fine di settembre, è cresciuto del 7,4%, anche se il confronto con lo stesso periodo del 2019 resta negativo per il 5,5%.
Il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, commenta: “Dobbiamo lavorare molto come istituzioni locali e nazionali per recuperare tutto quello che il Covid-19 ci ha portato via. Circa il 40% del Pil è speso o trasferito proprio dalle pubbliche amministrazioni: quando una percentuale è così rilevante, i policy maker hanno una responsabilità rafforzata per l’efficienza delle imprese e di  conseguenza per il benessere dei cittadini. I nostri sforzi devono continuare a concentrarsi sul sostegno dei settori più colpiti da questa pandemia. Solo stando a fianco alle imprese piemontesi, potremo evitare contraccolpi all’occupazione e allo sviluppo della nostra regione”
Afferma Vladimiro Rambaldi, presidente di Torino Finanza: “Il Piemonte si è dotato di uno strumento statistico innovativo in grado di stimare il Pil pressoché in tempo reale. Il modello elimina pertanto l’incertezza sullo stato della congiuntura, che ha conseguenze su spese, consumi e investimenti. In questo frangente economico abbiamo misurato il rimbalzo del sistema piemontese nel terzo trimestre, fondamentale per la tenuta dell’anno 2020, che vale 8 miliardi di Pil recuperato dei 18 persi dall’inizio dell’anno”.
Aggiunge Dario Gallina, presidente della Camera di commercio di Torino, ove ha la sede il Comitato Torino Finanza: “ Ci è di conforto che il rimbalzo piemontese abbia ritrovato 8 miliardi di Pil, che avremmo potuto perdere entro la fine dell’anno. Purtroppo, una variazione negativa di circa 10 miliardi è acquisita e il rallentamento delle attività nel quarto trimestre non permette di essere ottimisti. Per il momento, la variazione negativa del Pil acquisita nell’anno è del 7,4% (contro una media nazionale dell’8,2%). Puntiamo almeno a non chiudere l’anno con una variazione a due cifre. Il rimbalzo a V dell’estate ci fa ben sperare per quando la crisi sanitaria sarà risolta”.
L’ultimo anno di crescita dell’economia piemontese è stato il 2018, mentre le cose hanno incominciato a peggiorare per il Piemonte già durante il 2019, che è stato un anno di recessione (-0,9% in media annua). Il Pil del Piemonte è così entrato nel 2020 con un trascinamento negativo, sul quale hanno poi pesato i due trimestri del lockdown, con tassi di variazioni tendenziali (ossia sullo stesso trimestre dell’anno precedente) pari a -4,9% e -13,6%.
Il tasso tendenziale di variazione del terzo trimestre è stato migliore del secondo, grazie alla revoca delle misure di lockdown. La variazione negativa era comunque ampiamente attesa, perché nel trimestre estivo è comunque mancato il turismo internazionale e il livello delle esportazioni si è confermato al di sotto di quello del 2019, per la generalizzata crisi nei mercati di sbocco.