Il vino italiano graziato dai nuovi dazi Usa

Il vino italiano è stato salvato ancora una volta dai dazi Usa, che invece si sono accaniti di nuovo nei confronti della Francia che è il principale concorrente del Made in Italy su quel mercato, che è il principale consumatore mondiale di vino (e l’Italia ne è il primo fornitore, per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro nel 2019). A far scattare la nuova ritorsione sono state le tariffe aggiuntive Ue, entrate in vigore il 10 novembre scorso, sui prodotti Usa: 15% per gli aerei, 25% su ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate americane insieme a trattori, consolle e video giochi. Una contromisura autorizzata dal Wto dopo che gli Usa avevano deciso, dal 18 ottobre 2019, una tariffa aggiuntiva del 25% su una lunga lista di prodotti importati dall’Italia e dall’Unione Europea.
Si tratta, quindi, di un nuovo capitolo della guerra commerciale che contrappone l’Unione Europea agli Stati Uniti nella disputa sugli aiuti al settore aereonautico, che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus e sulla quale è intervenuto anche il Wto autorizzando prima gli Usa e poi l’Ue ad applicare dazi.
“Con l’elezione del nuovo presidente Usa, Joe Biden, occorre ora avviare un dialogo costruttivo ed evitare uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati in un momento drammatico per gli effetti della pandemia” afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ricordando che “gli Stati Uniti sono il primo mercato extraeuropeo per i prodotti agroalimentari italiani per un valore che nel 2019 è risultato pari a 4,7 miliardi, con un ulteriore aumento del 2,8% nei primi nove mesi del 2020”.