Export Piemonte -17,6% nei primi 9 mesi

Nei primi nove mesi di quest'anno, il valore delle esportazioni piemontesi è risultato di 28,9 miliardi di euro, il 17,6% in meno rispetto all’analogo periodo del 2019. Questo risultato evidenzia le criticità che sta vivendo il sistema produttivo locale. La crisi manifestata dalle esportazioni regionali è apparsa, infatti, più pesante rispetto a quella riscontrata a livello complessivo nazionale (-12,5%). “L’emergenza Covid continua a condizionare pesantemente l'export piemontese – spiega Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte - le fette di mercato che continuiamo a perdere rappresentano una ferita alla nostra economia e al lavoro degli imprenditori che, nonostante tutto, vogliono scommettere sul loro lavoro e sul valore dei loro prodotti. Come istituzioni dobbiamo raccogliere questo importante campanello d'allarme e individuare nuove e straordinarie strategie che permettano alle nostre aziende di non arretrare e ai nostri prodotti d'eccellenza di varcare i confini italiani”.
Nonostante la performance deludente dei primi nove mesi, il Piemonte si è confermata la quarta regione esportatrice, con una quota del 9,3% del totale nazionale, però in netto calo rispetto al 9,9% dell’analogo periodo del 2019 e al 10,5% dei primi 9 mesi del 2018. La distanza dalla Toscana, quinta con una quota del 9,0% dell’export nazionale, risulta ormai marginale. Tra le principali regioni esportatrici (tutte con una contrazione a doppia cifra), il Piemonte è stata quella che ha realizzato il risultato peggiore. La Lombardia ha subito un calo dell'export del 13,4%, per il Veneto la flessione si è attestata all’11%, mentre la Toscana e l’Emilia-Romagna hanno segnato una contrazione rispettivamente pari a 10,6 e 10,9 punti percentuali.
Il trend evidenziato dalle esportazioni regionali nel periodo gennaio-settembre 2020 è stato negativo per la maggioranza dei settori di specializzazione piemontesi a eccezione del comparto della farmaceutica, che ha segnato una crescita a doppia cifra (+24,1%). L’alimentare ha tenuto sui livelli dell’anno precedente (-0,5%), mentre tutti gli altri grandi attori delle vendite oltre confine hanno subito una pesante battuta d’arresto. A penalizzare maggiormente il nostro export è stato, ancora una volta, il settore dei mezzi di trasporto. Questo comparto, che genera poco meno di un quarto delle esportazioni regionali, ha registrato una frenata del 29,5%; in particolare, la flessione più impattante ha riguardato l’export di autoveicoli (-36,7%).
L’altro grande malato del 2020 è il comparto tessile, che ha registrato diminuzioni importanti sia dal lato della produzione industriale che sui mercati esteri. Per questo settore ,l’export nei primi 9 mesi del 2020 ha subito complessivamente un crollo del 20,9%, frutto della flessione del 27,5% dei prodotti tessili, del 16,5% dell’abbigliamento e del 9,3% degli articoli in pelle e accessori. Anche per le industrie dei metalli la contrazione appare particolrmente dura (-20,3%). La meccanica, secondo comparto delle esportazioni piemontesi, segna una calo del 17,8%. Al di sotto della flessione media regionale troviamo la gomma plastica (-14,9%) e l’industria chimica (-8,1%).
Complessivamente le esportazioni verso i mercati comunitari sono diminuite del 16,4% rispetto ai primi 9 mesi del 2019. Negativi i risultati su tutti i principali mercati europei. La Francia si conferma il primo partner per il Piemonte, con una quota pari al 14,5% dell’export piemontese, ma segna una flessione a doppia cifra (-17,8%). In forte calo anche l’export sul mercato tedesco (-16,2%), che assorbe circa il 13,8% delle vendite della regione oltre confine. Pesantemente negative anche le variazioni registrate verso Spagna (-21,8%), Polonia (- 25,6%) e Belgio (-11,2%). Ancora più penalizzante è risultata la performance sui mercati extra Ue-27. Se complessivamente la diminuzione delle esportazioni in quest’area si è attestata al 19,1%, la flessione è apparsa decisamente più intensa verso gli Usa (-22,6%), primo mercato extra Ue per il Piemonte, la Gran Bretagna (-22,5%) e la Svizzera (-30,2%). Le vendite di prodotti piemontesi in Cina calano di 15 punti percentuali, la Turchia segna una flessione del 12,8%, mentre ancora più pesante appare la contrazione delle esportazioni verso il Brasile (-21,8%).