Export, nei primi 9 mesi Piemonte -17,6% in controtendenza solo Molise e Liguria

La forte crescita delle esportazioni nel terzo trimestre, in tutta l'Italia, non è bastata a salvare il bilancio nazionale dei primi nove mesi. Dall'inizio di gennaio alla fine di settembre, infatti, soltanto la Liguria (+1,1%) e il Molise (+31,4%) hanno fatto registrare un incremento delle loro vendite all'estero rispetto allo stesso periodo del 2019. Tutte le altre regioni presentano un confronto negativo, particolarmente marcato per Sardegna (-39,9%), Valle d’Aosta (-24,5%), Sicilia (-21,4%) e Basilicata (-21,3%).
Lo ha comunicato l'Istat, sottolineando che le performance negative di quattro regioni – Piemonte (-17,6%), Lombardia (-13,4%), Veneto (-11,0%) ed Emilia-Romagna (-10,6%) – spiegano oltre i due terzi del calo dell'export italiano su base annua. In particolare, la riduzione delle vendite di macchinari e apparecchi da Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte, di metalli di base e prodotti in metallo dalla Lombardia e di articoli in pelle dalla Toscana contribuisce per 3 punti percentuali al calo tendenziale dell’export nazionale.
Nei primi nove mesi del 2020, i contributi maggiori alla diminuzione su base annua delle esportazioni nazionali derivano dal calo delle vendite di Piemonte (-16,2%) e Lombardia (-14,3%) verso la Germania, di Piemonte (-17,8%), Lombardia (-15,3%) ed Emilia-Romagna (-12,5%) verso la Francia e di Lazio (-34,0%), Piemonte (-22,6%) ed Emilia-Romagna (-13,5%) verso gli Stati Uniti. L’analisi provinciale delle esportazioni mostra performance negative per la maggior parte delle province italiane: le peggiori interessano Milano, Torino, Firenze, Bergamo, Brescia, Cagliari e Vicenza. Tra le performance positive, le migliori si registrano per Arezzo, Gorizia e Rovigo.