Ecco come la Centrale del Latte d'Italia aumenta il fatturato di cento milioni (affitta ramo d'azienda dalla Newlat Food)

Centrale del Latte d’Italia (Cli) e la sua controllante Newlat Food hanno hanno sottoscritto un contratto d’affitto di ramo d’azienda in forza del quale, a partire dal 1° gennaio 2021, Newlat Food concederà in affitto a Cli il ramo d’azienda milk & dairy di proprietà di Newlat Food avente a oggetto l’esercizio dell’attività di lavorazione di materia prima e di produzione di prodotti milk&dairy (ossia, latte e prodotti a base di latte, nonché prodotti lattiero-caseari) per un fatturato totale 2020 superiore ai 100 milioni e un ebitda di oltre 10 milioni.
L’operazione è strategica e di fondamentale importanza per Cli e Newlat Food e i loro azionisti, nonché per lo sviluppo strategico dell’integrazione di Cli nel gruppo facente capo a Newlat Food, in quanto consentirà l’integrazione dei rispettivi impianti industriali e la generazione di sinergie di costo, di approvvigionamento, nonché lo scambio di know-how industriale tra le due società. L’efficienza derivante da questo processo di aggregazione avrà un ruolo fondamentale in un contesto caratterizzato da importanti cambiamenti di mercato e da una costante pressione in termini sia di domanda che di concorrenza soprattutto sul business latte. L’operazione consentirà dunque a Cli di assumere, sia sotto il profilo strutturale che operativo, il ruolo di leader nel settore lattiero-caseario in Italia.
Le attività del ramo d’azienda oggetto del contratto vengono svolte negli stabilimenti di Reggio Emilia, Salerno e Lodi, nonché attraverso i depositi di Reggio Emilia, Lodi, Roma, Eboli, Pozzuoli e Lecce. Secondo i termini del Contratto, Cli dovrà corrispondere a Newlat Food un canone annuo determinato come segue: una componente fissa pari a 2 milioni più Iva e una componente variabile che sarà determinata su base trimestrale e sarà pari all’1,5% del fatturato del trimestre di riferimento.