Brusco arresto del credito al consumo

Secondo l’Osservatorio sul Credito al Dettaglio, realizzato da Assofin, Crif e Prometeia, nei primi nove mesi del 2020 la pandemia di Covid-19 ha provocato un brusco arresto del credito al consumo: le erogazioni si sono ridotte di circa un quarto (-24,8%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel terzo trimestre, però, è stato registrato un parziale recupero, in linea con il graduale miglioramento degli indicatori macroeconomici durante i mesi estivi e con l’allentamento delle misure a contenimento della pandemia in atto.
Per quanto riguarda il credito al consumo, è stato rilevato che i finanziamenti destinati all’acquisto di auto e moto, pur essendo cresciuti del 16.3% nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo 2019, principalmente grazie all’evasione degli ordini dei mesi precedenti, alla spinta fornita dagli incentivi e dalla maggiore necessità di mobilità individuale, nei primi nove mesi si sono ridotti del 18.3%. Solo un po' meno peggio è andata per i finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni/servizi (appartenenti a settori quali arredo, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ciclomotori); infatti, dall'inizio dell'anno alla fine di settembre hanno subito una contrazione del 15.2%.
Nel terzo trimestre è stata trainante la buona performance dei finanziamenti per mobili/arredamento (+14.4%), grazie alle riaperture dei punti vendita. Segnali di recupero anche dai finanziamenti destinati agli acquisti di impianti “green” e di beni per l’efficientamento energetico della casa, sull’onda della proroga delle agevolazioni fiscali varate dal Governo e di quelli finalizzati ad acquisti di ciclomotori. I finanziamenti per l’acquisto di elettrodomestici/elettronica invece sono rimasti in territorio negativo, accusando un calo del 10% nei nove mesi e del -1.9% nel terzo trimestre.
Nel terzo trimestre, comunque, sono tornati in territorio positivo i flussi dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione (+5.2%), prodotto rivolto prevalentemente a categorie di soggetti (dipendenti pubblici e pensionati) meno soggette agli impatti negativi sul reddito indotti dalla pandemia; mentre i prestiti personali risultano la forma tecnica che più ha risentito della crisi in atto e chiudono i primi 9 mesi registrando un -35.4%, rimanendo in territorio negativo anche nel terzo trimestre del 2020 (-25%).
Complessivamente la rischiosità del credito al dettaglio rimane su livelli ancora contenuti. Comunque, nel nuovo contesto innescato dalla pandemia, le politiche di erogazione potrebbero essere caute, date le prospettive di deterioramento della qualità del credito che richiederanno un’attenta selezione della clientela.
Quanto al 2021, l'Osservatorio di Assofin, Crif e Prometeia evidenzia che dopo le difficoltà del 2020, le erogazioni di credito al consumo saranno sostenute dalle prospettive di ripresa dei consumi, in particolare nella componente dei durevoli. Il rimbalzo sarà tuttavia condizionato dal permanere di incertezza legata all’efficacia delle azioni di contrasto del virus e alla distribuzione dei vaccini, che si tradurrà ancora in un atteggiamento cauto da parte dei consumatori e solo in un parziale riassorbimento del calo della propensione al consumo registrato quest'anno. Nel 2022, invece, il credito al consumo tornerà a crescere, in linea con l’andamento dei fondamentali macroeconomici sottostanti.