SOLO 48 ORE

 QUEL SEGNALE CHE ARRIVA DALLE FONDAZIONI
Tanti responsabili di amministrazioni ed enti pubblici, tra i maggiori beneficiari dei contributi delle Fondazioni piemontesi di origine bancaria, non hanno ancora capito che sono finiti i tempi del basta chiedere per avere, senza troppe regole, prima e dopo. Adesso, chi aspira a ottenere risorse dalle Fondazioni deve non soltanto motivare bene le ragioni della domanda, ma anche essere sollecito e preciso nei consuntivi delle spese e dimostrare, numeri alla mano, di saper gestire le risorse con efficacia, efficienza, competenza e responsabilità. Altrimenti gli stanziamenti deliberati saranno revocati. I segnali stanno arrivando. Non pochi tremano.
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VENESIO E I REGOLATORI DELLE BANCHE
Evocando il grande rischio di un prossimo credit crunch se l'Autorità bancaria europea (Eba) non sospenderà e rivedrà quanto deciso sul tema del default, Camillo Venesio, vice presidente dell'Abi e amministratore delegato di Banca del Piemonte, della quale è anche direttore generale, con belle parole ha evidenziato che un conto è la teoria e un'altro la pratica e non sempre si può generalizzare. “Utilizzando concetti presi in prestito dalla psicoanalisi – ha scritto Venesio sul Sole 24 Ore - è importante ricordare all'universalismo astratto utilizzato dai Regolatori l'insopprimibilità della dimensione singolare dell'esistente; i quattro milioni di micro e piccole imprese italiane che singolarmente si stanno ingegnando per continuare le attività, le persone che fanno i salti mortali per arrivare a fine mese... è questo il mondo nel quale tutti noi, famiglie, imprese e banche viviamo e lavoriamo. Abbiamo tutti insieme le capacità e le possibilità per riprenderci ma non possiamo avere catene troppo pesanti”.
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FONDI EUROPEI, VALLE D'AOSTA LA PIU' VIRTUOSA
Delle tre regioni del Nord Ovest, è la Valle d'Aosta a risultare la più virtuosa nell'utilizzo dei fondi europei Fesr e Fse 2014-2020. Emerge dalla nuova rilevazione della Banca d'Italia, che ha attribuito alla Valle d'Aosta la quota del 49% dei pagamenti rispetto agli impegni, a fronte del 46,8% del Piemonte e il 39,7% della Liguria. Quest'ultima figura al nono posto nella graduatoria nazionale, mentre la Valle d'Aosta è quarta e il Piemonte quinto. In testa si trova l'Emilia-Romagna con il 59,4%, in seconda posizione il Trentino con il 49,8% e in terza il Friuli-Venezia Giulia con il 49,2%.
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IL FUTURO SINDACO DI TORINO
Aumentano le candidature a sindaco di Torino, ufficiali e non. In ballo sono già finiti, fra gli altri, anche il rettore del Politecnico, Guido Saracco, l'imprenditore Paolo Damilano, l'ex mago dei trapianti Mauro Salizzoni, il manager ed ex sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Mino Giachino, il giornalista Massimo Giletti, il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo, il politologo ed esponente della cooperazione internazionale e del Terzo Settore, Luca Jahier. Qualche candidato ha suscitato perplessità in chi crede che la guida di una città metropolitana sia meglio affidarla a una persona già esperta nell'amministrazione pubblica, a un politico già fatto: un grande Comune è come un aereo di linea: la cloche va affidata a un pilota collaudato. Ma diversi casi dicono che non è così. Un esempio arriva da Genova. Marco Bucci, si è rivelato subito un ottimo sindaco (tra l'altro è l'autore del miracolo del Ponte San Giorgio), nonostante il suo passato fosse “solo” di manager, sia pure di caratura internazionale.
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UN LIBRO CHE CURA I PIU' PICCINI
La Fondazione De Agostini di Novara, la cui Segreteria generale è passata da Chiara Boroli a Marcella Drago, ha varato il progetto “Il libro come cura”, che, attraverso la lettura di albi illustrati da parte degli educatori e delle educatrici dei nidi d'infanzia, si propone di dare voce alle emozioni dei bambini, con particolare attenzione ai temi emersi dall'esperienza del Covid-19 - paura, imprevisto, solitudine, distacco - con lo scopo di attivare un percorso di cura delle loro ferite emotive. A Novara saranno coinvolti 500 bambini, i loro genitori e 90 educatrici; a Milano 5.000 bambini, un migliaio fra educatori ed educatrici di oltre 100 nidi d'infanzia comunali. Torino spera di essere una prossima tappa.
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