Quanto perderemo nel 2020 causa Covid

A causa del Covid-19, quest’anno, ogni italiano perderà mediamente quasi 2.500 euro (precisamente 2.484), con punte di 3.456 euro a Firenze, di 3.603 a Bologna, di 3.645 a Modena, di 4.058 a Bolzano e addirittura di 5.575 euro a Milano. A stimare la contrazione del valore aggiunto per abitante, a livello provinciale, è stato l’Ufficio studi della Cgia, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre. E questi dati sono sicuramente sottostimati, perché, aggiornati al 13 ottobre scorso, non tengono conto degli effetti economici negativi che deriveranno dai Dpcm introdotti in queste ultime due settimane.
Comunque, per quanto riguarda specificatamente il Nord Ovest, l'analisi della Cgia mostra che la perdita di valore aggiunto per abitante quest'anno sarà di almeno 3.433 euro in Valle d'Aosta (-10,1% rispetto all'anno scorso), 2.762 euro in Piemonte (-9,9%) e 2.498 euro in Liguria (-8,9%). In particolare, per provincia, ecco le stime del valore aggiunto pro-capite 2020 e, tra parentesi, le variazioni assolute e percentuali rispetto al 2019: Aosta 30.577 euro (-2.461 e -10,1%), Torino 26.166 (-3.141 e -10,7%), Genova 28.694 (-2.749 e -8,7%), Novara 24.220 (-2.666 e -9,2%), Cuneo 28.995 (-2.666 e -9,2%), La Spezia 24.171 (-2.579 e -9,6%), Vercelli 22.786 (-2.394 e -9,5%), Savona 22.730 (-2.312 e -9,2%), Alessandria 23.795 (-2.224 e -8,5%), Biella 22.207 (-2.129 e -8,7%), Asti 21.106 (-1.985 e -8,6%), Verbania 20.292 (-1.749 e -7,9%), Imperia 21.025 (-1.676 e -8%).
“Con meno soldi in tasca, più disoccupati e tante attività che entro la fine dell’anno chiuderanno definitivamente i battenti – ha commentato il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo - rischiamo che la gravissima difficoltà economica che stiamo vivendo in questo momento sfoci in una pericolosa crisi sociale. Soprattutto nel Mezzogiorno, che è l’area del Paese più in difficoltà, c’è il pericolo che le organizzazioni criminali di stampo mafioso cavalchino questo disagio traendone un grande vantaggio in termini di consenso. In questa fase di emergenza, pertanto, tutto ciò va assolutamente evitato, sostenendo, con contributi a fondo perduto, non solo le attività che saranno costrette a chiudere per decreto, ma anche una buona parte delle altre, in particolar modo quelle artigianali e commerciali, che, sebbene abbiano la possibilità di tenere aperto, già da una settimana denunciano che non entra quasi più nessuno nel proprio negozio. Infatti, solo se riusciremo a mantenere in vita le aziende potremo difendere i posti di lavoro, altrimenti saremo chiamati ad affrontare mesi molto difficili”.
Se nel breve periodo alle imprese sono ancora indispensabili massicce dosi di indennizzi, nel medio-lungo periodo, invece, bisogna assolutamente rilanciare la domanda interna, attraverso una drastica riduzione delle tasse alle famiglie e alle imprese per far ripartire sia i consumi che gli investimenti. Purtroppo, la tanto agognata riforma fiscale verrà introdotta solo a partire dal 2022 e gli investimenti nelle grandi infrastrutture sono legati ai finanziamenti del Next Generation Eu che, nella migliore delle ipotesi, arriveranno solo nella seconda metà del 2021, espletando il loro effetto solo a partire dall’anno successivo.
La preoccupazione, conclude la Cgia, riguarda la tenuta occupazionale. Se nei prossimi mesi il numero dei disoccupati fosse destinato ad aumentare a vista d’occhio, la tenuta sociale del Paese sarebbe a forte rischio. Grazie all’introduzione del blocco dei licenziamenti, quest’anno gli occupati scenderanno di circa 500 mila unità. Un dato certamente negativo, ma lo sarebbe stato ancor più se la misura sopracitata non fosse stata introdotta dal Governo nel marzo scorso. In termini percentuali sarà sempre il Mezzogiorno a subire la contrazione più marcata (-2,9% pari a -180.700 occupati). Sicilia (-2,9%), Campania (- 3,5%) e Calabria (-5,1%), invece, saranno le regioni più “colpite”. Secondo la Cgia, la Valle d'Aosta perderà 1.800 occupati ((-3,3%), la Liguria 16.500 (-2,7%) e il Piemonte 39.500 (-2,2%).