Nord Ovest, meno di 27.000 le assunzioni previste dalle imprese per novembre

Sono meno di 27.000 le assunzioni previste dalle imprese delle tre regioni del Nord Ovest in novembre. In particolare: 19.360 in Piemonte (-22,4% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso), 6.150 in Liguria (-25,6%) e 1.350 in Valle d'Aosta (-25,6%). La somma è pari al 10,18% delle quasi 264.000 assunzioni previste nel mese in tutto il Paese, che evidenzia così un calo del 24,3% rispetto a novembre 2019. E scende al 10% anche la quota di imprese che programmano assunzioni, mentre era del 13% a ottobre. Questi i dati più significativi che emergono dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di novembre.
Le molteplici incognite sul piano economico e occupazionale continuano a pesare in particolare sui programmi delle imprese dei servizi turistici, alloggio e ristorazione (-31,8% le entrate programmate rispetto a novembre 2019), dei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (-30,8%) e dei servizi dei media e della comunicazione (-28,5%). Meno penalizzati i servizi alle persone (-11,2%), anche a seguito delle maggiori sollecitazioni legate all’erogazione dei servizi sanitari, i servizi finanziari e assicurativi (-17,3%) e i servizi avanzati di supporto alle imprese (-18,7%). Per l’industria, fortemente al ribasso le previsioni delle imprese dei comparti carta, cartotecnica e stampa, (-43,1%), legno e mobile (-39,7%), altre industrie (-34%) e tessile, abbigliamento e calzature (-31,0%). Mentre i comparti alimentare (-16,3%), metallurgico (-19,3%) e costruzioni (-19,6%) registrano una minore flessione delle entrate in programma rispetto all’anno precedente.
Nonostante il clima di grande incertezza, la domanda di lavoro per le figure professionali di operai e artigiani mostra di essere abbastanza significativa e il calo delle entrate programmate per questi profili è più contenuto rispetto alla media (-18,4% per il gruppo professionale degli operai specializzati). Domanda sostenuta principalmente dalle micro imprese (1-9 dipendenti) dell’industria, le uniche a far registrare una crescita delle entrate rispetto allo scorso anno (+6,6%). Nel complesso cresce ancora, nella crisi prodotta dalla pandemia, il fenomeno della polarizzazione nella domanda di lavoro delle imprese; rispetto a un anno fa, infatti, si registra un aumento sia della quota di laureati ricercati dalle imprese (passa dal 14% al 16%), sia della quota di personale a cui non è richiesto un titolo di studio specifico (passa dal 22% al 25%).