Le famiglie chiedono meno mutui (-7,5%) e i prestiti personali diminuiti del 16,3% Piemonte al secondo posto per moratorie

L’incertezza causata dalla nuova ondata di contagi si sta riflettendo direttamente sui comportamenti finanziari delle famiglie, che stanno adottando un atteggiamento prudente e sono indotte a posticipare a momenti più propizi le decisioni sull’investimento sulla casa e sugli impegni di spesa più onerosi. Ottobre ha fatto segnare una contrazione del numero di richieste di credito da parte delle famiglie, con quelle relativa a nuovi mutui e surroghe in calo del -7,5% rispetto allo stesso mese del 2019, un eloquente -16,3% di quelle di prestiti personali e un più contenuto -3,1% dei prestiti finalizzati.
Altro campanello d’allarme che emerge dalle ultime rilevazioni di Crif è rappresentato dalla contemporanea contrazione dell’importo dei finanziamenti richiesti, che nell’ultimo mese di osservazione si è attestato a 133.251 euro per i mutui (-0,3%) e a 9.279 euro per i prestiti (-1,5%). Entrando, nel dettaglio, per quanto riguarda i prestiti finalizzati l’importo medio richiesto si è attestato a 6.966 euro mentre per i prestiti personali è risultato pari a 12.620 euro. Un ultimo dato da rimarcare in questa fase di incertezza è rappresentato dalla contrazione del numero di richieste presentate dalle fasce di popolazione più giovani, con il peso degli under 35 pari al 27,4% per i mutui e al 22,9% per i prestiti.
In questo scenario, gli italiani stanno trovando concreto supporto negli interventi governativi e di categoria in materia di sostegno del credito e dei redditi, che sono risultati determinanti per mitigare nel breve termine gli effetti della pandemia sul deterioramento del credito. Nello specifico, le moratorie e la finanza agevolata hanno avuto un perimetro di applicazione piuttosto ampio, tanto che circa il 25% del totale degli impieghi bancari sono stati interessati da questi interventi.
Relativamente ai finanziamenti in capo alle famiglie, dall’analisi prodotta da Crif emerge che tra i contratti che hanno beneficiato della sospensione del pagamento delle rate, quasi la metà è rappresentata da mutui immobiliari (il 48,7% del totale, per la precisione). Analizzando nel dettaglio le diverse forme tecniche, per i mutui immobiliari la rata mensile per la quale è stata chiesta la sospensione è risultata pari a 665 euro, mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di 119.707 euro. Per i mutui di liquidità, invece, la rata mensile che è stata congelata risulta mediamente di 756 euro contro i 599 euro dei contratti di leasing, i 348 euro dei prestiti personali e i 305 euro dei prestiti finalizzati.
Per quanto riguarda l’applicazione della moratoria alle famiglie nelle diverse regioni del Paese, fatto 100 il totale dei contratti sospesi il 19,6% si concentra in Lombardia, che precede nell’ordine il Piemonte (11,6% del totale), l’Emilia Romagna (con il 10,7%) e il Lazio (8,5%). Seguono il Veneto (8,3%), la Toscana (7,1%), la Sicilia e la Campania (entrambe con il 5,5%).