La Ferrari in rimonta nel terzo trimestre consegue un utile netto di 171 milioni azione al nuovo record storico: 168,3 euro

La Ferrari delude nei Gran Premi di Formula 1, ma non per i suoi risultati economici. A livello industriale, l'impresa controllata da Exor e presieduta da John Elkann, resta un campione, come confermano i nuovi dati, premiati dalla Borsa con l'incremento del 7,06% e il prezzo di 168,30 euro, che rappresenta il nuovo record storico. 
Nel terzo trimestre 2020, le vetture consegnate sono state 2.313 (-161 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in linea con la cadenza del piano di produzione per l’intero anno, che prevede il recupero di 500 delle 2.000 vetture perse a seguito della sospensione produttiva di sette settimane a causa della pandemia da Covid-19). Le vendite dei modelli a 8 cilindri (V8) sono diminuite del 12,8%, mentre le vendite dei modelli a 12 cilindri (V12) hanno registrato un aumento del 15,4%.
Nel trimestre, i ricavi netti sono stati pari a 888 milioni, in calo del 3,2%. L'ebitda è cresciuto del 6,4%, raggiungendo i 330 milioni, con un margine del 37,2%, in crescita di 330 punti base e l'ebit è stato di 222 milioni (-2,1%). L’utile netto del periodo è stato pari di 171 milioni, che riflette un lieve aumento - 2 milioni - rispetto all’anno precedente.
Il recupero di luglio-settembre, però, ha solo reso meno pesante il bilancio dei primi nove mesi, chiusi con 6.440 vetture consegnate (-17%), ricavi per 2,391 miliardi (-16%), l'ebitda di 771 milioni (-18%) e l'utile netto di 346 milioni (-35%). L'indebitamento industriale netto al 30 settembre 2020 è risultato di 715 milioni, rispetto ai 776 milioni al 30 giugno.