Il gruppo Carige ha ridotto a 24,1 milioni la perdita registrata nel terzo trimestre

Il gruppo Carige ha registrato nel terzo trimestre una perdita di 24,1 milioni, in netto miglioramento rispetto ai primi cinque mesi di gestione ordinaria (-97,8 milioni); tale risultato è stato conseguito mediante un forte incremento dei ricavi core, accelerando sul percorso di recupero della redditività, nonostante la permanenza di un contesto pandemico grave e in via di ulteriore peggioramento. La perdita media mensile del terzo trimestre (di 2/3 inferiore rispetto al dato medio mensile dei cinque mesi precedenti) riporta sostanzialmente la Banca in linea con il trend mensile previsto dal Piano strategico 2019-23, che stimava per il 2020 una perdita complessiva di 79 milioni, prima dei non prevedibili impatti sistemici determinati dalla pandemia.
“L’aggravamento dell’emergenza sanitaria intervenuto nelle ultime settimane e le nuove misure di progressivo confinamento della popolazione impongono importanti cautele circa la prevedibilità di mantenere un analogo andamento nel quarto trimestre 2020, che potrebbe anche discostarsi in modo significativo dai dati del terzo, così come, per contro, gli investimenti informatici e il riassetto organizzativo, annunciati a ottobre e previsti per il primo trimestre 2021, potrebbero contribuire a nuove e ancor più significative accelerazioni nel recupero della redditività nel corso del prossimo esercizio” riporta una nota della banca genovese. Che aggiunge: “oltre alla conferma dell’inversione di tendenza sulle attività di impiego e di raccolta con la clientela rispetto agli anni precedenti, la Banca consolida i segnali di resilienza rispetto al contesto esterno manifestati nel primo semestre, confermando allo stesso tempo performance commerciali da primato a livello di sistema bancario sul fronte dei finanziamenti erogati per l’emergenza Covid-19 e sul fronte del risparmio gestito”.
Il portafoglio crediti evidenzia che l’83% circa del portafoglio impieghi è classificato con rating elevato (eccellente, buono, medio) e larga parte dello stesso è garantita (95% circa per i privati, 46% circa per le imprese). Gli indicatori di solidità patrimoniale si mantengono superiori ai livelli regolamentari: il Cet1 ratio phased-in sale al 12,2%.