Housing sociale, ecco obiettivi e impegni del primo Comitato nazionale

 Al convegno di apertura di Urbanpromo, il 17, verranno presentati il Comitato nazionale per l’housing sociale e il rapporto Rilanciare le infrastrutture sociali in Italia, coordinato da Edoardo Reviglio e promosso dalla Fondazione Astrid e dalla Fondazione Collegio Carlo Alberto della Compagnia di San Paolo. Due iniziative caratterizzate dalla volontà di costruire una visione di sistema, mosse dall’esigenza di strutturare una strategia comune, efficace e a lungo termine, capace di rilanciare il tema della casa e di segnare un cambio di passo nell’ambito della partnership pubblico-privato.
Il primo Comitato nazionale per l’housing sociale, che aggrega i soggetti più rappresentativi del settore: Federcasa, Legacoop Abitanti, Confcooperative Habitat, Fondazione Housing sociale, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita Crt, si è costituito nelle settimane scorse. Si propone di attuare un’azione trasversale e sinergica tra soggetti che operano in realtà molto diverse tra loro ma con obiettivi convergenti. La finalità che si pone il comitato è specifica: definire una capacità progettuale comune e condivisa da adottare nello sviluppo di progetti di partenariato pubblico-privato.
Per conseguire questi obiettivi il Comitato si impegna a: individuare strategie e approcci innovativi per la realizzazione di interventi di housing sociale in partenariato pubblico-privato; definire una capacità progettuale comune e condivisa da adottare nello sviluppo di progetti di partenariato pubblico-privato nel settore del Social Housing; proporre e promuovere la realizzazione di progetti pilota capaci di esprimere i contenuti e i propositi elaborati; progettare e realizzare iniziative di ogni genere per la promozione, la divulgazione, il coinvolgimento del pubblico e delle popolazioni locali, per lo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi predefiniti.
Il Comitato si propone come soggetto, indipendente ma altamente rappresentativo, sia in Italia che in Europa, capace di restituire la complessità del sistema italiano dell’housing sociale. È noto come il sistema italiano dell’housing sociale, ma non solo, sia caratterizzato dall’operato autonomo di differenti attori: pubblici (per la maggior parte), privati, non-profit e low-profit. Il risultato di questa eterogeneità sono progetti spesso molto interessanti, ma troppo piccoli per rispondere ai requisiti e all’interesse di investitori italiani e stranieri e per essere considerati come parte di un disegno più ampio. La debolezza delle tante risorse messe in campo è causata soprattutto dall’impossibilità di delineare obiettivi comuni verso i quali dirigersi e dalla mancanza di un'unica strategia all’interno della quale agire in modo coordinato, valorizzando il contributo specifico di ciascun attore.
La Fondazione Compagnia di San Paolo – ha commentato Alberto Anfossi, Segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo - considera la nascita del Comitato una tappa utile per mettere a sistema le competenze dei soggetti che lavorano sui temi dell’housing sociale, con l’obiettivo di individuare approcci e modelli di intervento relativi all’abitare e alla rigenerazione urbana, che siano comuni e condivisi, capaci di contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo, ridurre le disuguaglianze, rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”.