Commercio, nei primi mesi 2021 il picco delle chiusure delle imprese

Il picco delle chiusure delle imprese del settore del commercio è atteso nei primi mesi del prossimo anno. Lo ha sostenuto l’Unioncamere, in audizione alla Commissione Attività produttive della Camera sul tema del rilancio del commercio. Un’indagine effettuata a ottobre sulle imprese del commercio e dei pubblici esercizi dal Centro studi delle Camere di commercio G. Tagliacarne, mostra come due imprese su cinque del commercio lamentino un deterioramento della liquidità a seguito dell’emergenza sanitaria. Per questo, il 24% ritiene auspicabili provvedimenti su moratorie e dilazioni nei pagamenti, il 20% su azioni a sostegno ai consumi e il 16% su misure di ristoro.
I primi mesi del 2021 restituiranno dati di peggioramento delle cessazioni che probabilmente si sommeranno al picco stagionale del fenomeno (le imprese tendono a concentrare le cancellazioni nei primi mesi dell’anno e, in particolare, a gennaio e febbraio), con un ulteriore incremento di chiusure legato alla valutazione degli imprenditori di interrompere l’attività, che si intravede nei dati già inottobre, a conclusione del bilancio dell’annus horribilis 2020.
Al 30 settembre 2020, in Italia, si contano nel commercio quasi 1,5 milioni di imprese, un quarto della base produttiva nazionale (24,7%) e quasi 400 mila imprese nei pubblici esercizi, che concentrano un altro 6,5% del totale, arrivando in totale a quasi 1,9 milioni di imprese (31,2%). Quanto al giro d’affari quasi due terzi delle imprese commerciali e di somministrazione dichiara riduzioni del fatturato nel 2020, dato peggiore di quello relativo alle altre imprese industriali e dei servizi (55%). E guardando al futuro solamente il 27% degli imprenditori ritiene di poter recuperare i propri livelli produttivi nel 2021.