Centrale del Latte d'Italia targata Newlatt torna all'utile: 3,2 milioni nei primi 9 mesi

Più che positivi i risultati conseguiti nei primi nove mesi dalla Centrale del Latte d’Italia (Cli), con la targa Newlat Food, l'impresa emiliana di Angelo Mastrolia che ha acquisito il controllo della società torinese dall'inizio di aprile. Alla fine di settembre, il gruppo Cli evidenzia un fatturato consolidato di 135,3 milioni (131,1 nei primi nove mesi 2019), un ebitda di 13,6 milioni (4,5) e un utile netto di 3,2 milioni, a fronte della perdita precedente di 4,2 milioni). E' migliorato l’indebitamento finanziario netto, sceso a 64,9 milioni dai 77,3 mln di fine 2019. Inoltre, nel terzo trimestre è continuato il trend positivo evidenziato già nel primo semestre, con l’implementazione delle azioni volte al contenimento dei costi e alla massimizzazione delle sinergie di gruppo.
Fra l'altro, il consiglio di amministrazione della Centrale del Latte d'Italia ha valutato preliminarmente il progetto di affitto del ramo d’azienda Milk & Dairy di proprietà di Newlat Food, che comprende tre stabilimenti e una serie di marchi storici quali Polenghi, Giglio, Optimus, Centrale del Latte di Salerno. Attualmente, il ramo d’azienda sviluppa un volume di affari di circa 110 milioni con un ebitda del valore di 11 milioni. “L’integrazione delle attività Milk & Dairy di Newlat all’interno di Cli – hanno spiegato gli amministratori - consentiranno un ulteriore miglioramento delle sinergie industriali e una maggiore efficacia dell’attività commerciale insieme a un’ulteriore riduzione dei costi di struttura. Ciò consentirà a Cli di avere un giro d'affari superiore ai 300 milioni, confermandosi il terzo polo italiano del latte e di creare un’importante piattaforma per la crescita per linee esterne nel settore Milk&Dairy in Europa”.