Buzzi Unicem: fatturato di 2,4 miliardi l'indebitamento sceso sotto i 282 milioni

Le vendite di cemento e clinker del gruppo Buzzi Unicem di Casale Monferrato, nei primi nove mesi del 2020, si sono attestate a 21,7 milioni di tonnellate, in diminuzione del 1,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e quelle di calcestruzzo preconfezionato hanno fatto rilevare una contrazione del 4,9%, attestandosi a quota 8.7 milioni di metri cubi. Di conseguenza, il fatturato consolidato è stato di 2,408 miliardi (-0,6%), compreso un effetto cambio sfavorevole di 21,6 milioni. A perimetro e cambi costanti, il fatturato sarebbe diminuito di 0,3%.
L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2020 ammonta a 281,7 milioni, in riduzione di 286,1 milioni rispetto a fine dicembre 2019. Sul dato hanno inciso investimenti complessivi per 197,9 milioni (260,8 milioni il corrispondente valore precedente), di cui 5 milioni relativi a progetti di espansione della capacità produttiva o speciali, in gran parte riferibili alla modernizzazione dell’impianto di macinazione finale nelolo stabilimento di Korkino (Russia). Inoltre, nel primo trimestre, il gruppo ha incassato un dividendo di 144 milioni riferito alla vendita di tutte le attività della collegata Kosmos Cement.
“Gli andamenti della nostra attività nei primi nove mesi dell’anno – è stato commentato dall'impresa casalese controllata e guidata dalla famiglia Buzzi (presidente è Veronica Buzzi, amministratori delegati sono Pietro e Michele Buzzi) hanno permesso di ottenere un fatturato consolidato in linea con l’esercizio precedente e la generazione di cassa si è confermata favorevole, anche senza considerare gli ingressi straordinari dovuti al realizzo di partecipazioni. La versione aggiornata delle previsioni formulate alcuni mesi fa sconta una evoluzione dei tassi di cambio sfavorevole, un confronto molto sfidante con i risultati ottenuti in Stati Uniti nel 2019 e un peggioramento delle prospettive in Europa Orientale. Tuttavia, tenendo in considerazione anche la deflazione dei fattori energetici, riteniamo che il margine operativo lordo ricorrente dell’intero esercizio sarà migliore di quello ipotizzato nelle indicazioni già fornite al mercato e possa attestarsi vicino al livello raggiunto nel 2019”.