Banca Sella per i dividendi aspetta la Bce

Banca Sella ha chiuso il bilancio dei primi nove mesi con l'utile netto di 25,7 milioni, minore dei 29,2 milioni dello stesso periodo 2019, principalmente per effetto delle maggiori rettifiche prudenziali per il rischio di credito, pari a 10,2 milioni, per possibili ulteriori impatti futuri, non ancora manifestatisi, legati allo scenario macroeconomico generale determinato dal Covid-19. Invece sono cresciuti la raccolta e il risparmio gestito. La raccolta diretta è salita del 7,3%, attestandosi a 11,8 miliardi, mentre la raccolta globale al valore di mercato è aumentata del 3,6%, a 28,9 miliardi. La raccolta netta è stata di 1,4 miliardi di euro. Gli impieghi si sono attestati a 7,5 miliardi di euro, in crescita del 2,3%. L’Npl Ratio netto è sceso al 3,3% dal 3,5% di fine 2019 e il Texas Ratio, che misura la capienza del patrimonio e degli accantonamenti rispetto ai rischi di credito, è migliorato scendendo a 51,4% e confermandosi tra i migliori del settore bancario italiano. Confermata anche la solida posizione patrimoniale della banca, con un Cet1 del 15,82%, a fronte del 15,10% del 31 dicembre scorso.

Comunicando questi dati, il Consiglio d’amministrazione di Banca Sella ha conferma che non proporrà di procedere alla distribuzione di dividendi fino al 1° gennaio 2021, termine indicato della raccomandazione della Banca Centrale Europa del 28 luglio scorso, esteso dalla Banca d’Italia alle banche sottoposte alla sua supervisione diretta. “Banca Sella – hanno aggiunto gli amministratori - ripristinerà l’usuale politica di distribuzione dei dividendi relativi all’esercizio 2020 e all’esercizio 2019, questi ultimi allocati a riserve nel 2020, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite in merito dall’Autorità di Vigilanza successivamente al 1° gennaio 2021”.

Il buon andamento della banca si inserisce nel quadro più generale dei risultati positivi del gruppo Sella. I risultati consolidati al 30 settembre 2020 approvati dal Cda di Banca Sella Holding, infatti, evidenziano un utile di netto di 26,7 milioni, in linea rispetto ai 26,4 milioni di euro dello stesso periodo del 2019. Particolarmente positivo l’andamento della raccolta, a testimonianza della fiducia dei clienti: la raccolta diretta è cresciuta del 9,1% attestandosi a 13,9 miliardi, mentre la raccolta globale al valore di mercato è cresciuta del 3,8% a 40,9 miliardi. La raccolta netta è stata di 2,2 miliardi. Gli impieghi, comprensivi dei pronti contro termine (Pct), sono cresciuti del 9,1% a 9,1 miliardi, mentre gli impieghi al netto dei Pct sono cresciuti del 3,4% a 8,6 miliardi. L’Npl Ratio netto è sceso al 3,4% dal 3,6% di fine 2019. Il Texas Ratio è al 45,8% e il Cet1 del Gruppo pari all'11,75%.