Perché l'associazione delle Fob piemontesi ha deciso di sostenere Fondazione Radici

Il Consiglio di amministrazione dell'Associazione delle Fondazioni di origine bancaria (Fob) del Piemonte, presieduto da Giovanni Quaglia, all'unanimità ha deliberato di sostenere la neonata Fondazione Radici, condividendone e apprezzandone gli obiettivi. “La Fondazione Radici, infatti, è la prima in Piemonte a occuparsi espressamente della tutela, della salvaguardia e della valorizzazione della memoria del territorio, partendo da Langhe, Roero e Monferrato, quindi dalle province di Cuneo, Asti e Alessandria; ma con la volontà di arrivare a operare in tutta la regione” si legge sul sito dell'Associazione delle Fob piemontesi, con l'aggiunta che la Fondazione Radici ha tre filoni principali di attività, il primo dei quali è la raccolta di materiale inedito – interviste e testimonianze – per la pubblicazione di libri, film e, fra l'altro, biografie. Il secondo filone è la digitalizzazione del materiale già acquisito da decine di antropologi locali e il terzo la catalogazione e archiviazione, sia digitale che fisica, di quanto raccolto, da mettere a disposizione di studenti e insegnanti, storici, giornalisti, studiosi.
L’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte – ha spiegato il suo presidente, Giovanni Quaglia - sostiene la Fondazione Radici, perché si impegna per conservare la memoria collettiva, anche ‘attivando’ le persone e le comunità attraverso il recupero delle loro storie e dei loro ricordi. È tempo di condividere, soprattutto con i giovani, il sapere e l’esperienza che derivano dal passato per riprogettare il futuro: un patrimonio comune in cui si ritrovano i valori, le radici appunto, che rendono unico e prezioso il tessuto di un territorio. Perché, parafrasando Gustav Mahler, recuperare la tradizione non consiste nel conservare le ceneri, ma nel mantenere vivo il fuoco”.
Tra i progetti già avviati spiaccano anche la pubblicazione di un libro storico sul passaggio delle epidemie in Piemonte, la coproduzione del film su Alba città capitale della Cultura d'impresa con Confindustria Cuneo, la realizzazione di ricerche, iniziative scientifiche e attività didattiche o divulgative in collaborazione con il sistema scolastico e universitario, oltre che con istituzioni culturali e di ricerca italiane e straniere.
Costituita il 12 febbraio scorso, ad Alba, la Fondazione Radici, già riconosciuta dalla Regione Piemonte, ha già 15 soci, di primo piano: Aca (Associazione commercianti albesi), Ascom Bra, Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, Confindustria Cuneo, Diocesi di Alba, Egea, Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato, Ente fiera del tartufo bianco d'Alba, Famija Albeisa, Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero, Piemonte Land of Perfectio, Radio Alba, Miroglio Spa e Confartigianato Cuneo. A fianco dei soci fondatori, con compiti consultivi e la possibilità di eleggere due membri del Cda saranno i soci partecipanti. Le prime aziende a presentare richiesta di adesione sono state Poderi Colla, Ceretto aziende vitivinicole e Uniart. Tutte le candidature sono state approvate all’unanimità.
Presidente di Fondazione Radici è Claudio Rosso, editore di Radio Alba, vice Gian Franco Comaschi, presidente dell’Associazione per il atrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato: Gli altri componenti del Consiglio di amministrazione sono Giuliana Cirio, direttore di Confindustria Cuneo, Marco Scuderi, funzionario Aca e vicepresidente dell’Ente Fiera, Luigi Cabutto, direttore del giornale “Le nostre Tor” di Famija Albeisa e Silvano Stella consigliere dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. Marcello Pasquero, tra i promotori della Fondazione con Claudio Rosso e Bruno Murialdo, è stato nominato direttore. L’ultimo posto nel consiglio sarà espresso dalla Regione Piemonte.
Il presidente Claudio Rosso ha dichiarato: “Sono molto fiero che l’iniziale intuizione di dare vita ad un progetto culturale in grado di riconnetterci con la nostra storia e le nostre radici abbia trovato ampio consenso e si sia strutturato nella forma giuridica di una Fondazione. L’area collinare del Piemonte meridionale ha risorse umane e imprenditoriali veramente importanti che meritano di essere messe in luce per farci avere coscienza del presente e permetterci uno sguardo nuovo nel contesto globale in cui viviamo. Avviare nuovi lavori, rubricare quel tanto che già esiste, digitalizzare il possibile è quanto ci apprestiamo a fare con l’aiuto di soggetti di grande spessore della nostra zona. Siamo pronti ad essere un punto di riferimento da cui attingere idee, energie, volontà e coscienza di quella storia che ci ha portati dalla “malora” fenogliana ad essere insigniti della tutela Unesco”.