Mattio (Costruttori edili di Torino) spiega come consolidare la mini ripresa in vista

Per Antonio Mattio, presidente del Collegio dei costruttori edili di Torino, la crisi non è passata, ma c’è qualche timido segnale di ripresa: in aprile sono rimasti aperti circa un quinto dei cantieri privati e il 38% di quelli pubblici, mentre a maggio l’edilizia è stato uno dei primi settori a ripartire. E se nel primo semestre 2020 le compravendite di case a Torino si sono naturalmente ridotte del 27,5 % rispetto allo stesso periodo del 2019, riflettendo principalmente le difficoltà di svolgimento delle contrattazioni nel periodo del lockdown; dal mese di giugno, si è notata una forte ripresa di interesse da parte del mercato per il “bene casa”. Per quanto riguarda le opere pubbliche l’andamento del 2019 è stato azzerato, se si pensa che al 31 luglio 2020 si era a -50% rispetto allo stesso periodo del 2019; negli ultimi due mesi, però, si è registrata una lieve ripresa, con un aumento tendenziale del 10% degli investimenti.
“Ad aggravare il decremento degli investimenti è anche l’eccessiva burocratizzazione e i tempi biblici a monte delle gare, vera causa dei ritardi nelle opere pubbliche – commenta Antonio Mattio - Ad esempio ci sono oltre 100 milioni di euro in stallo destinati al Piemonte, di cui 45 milioni per la sola provincia di Torino, per potenziare i reparti del sistema ospedaliero. E’ in corso un rimpallo di responsabilità tra le istituzioni competenti che nemmeno il decreto “semplificazioni”, ora convertito in legge, è riuscito a risolvere. E’ auspicabile che analoghi ritardi non si ripetano per i quasi 54 milioni che stanno arrivando in Piemonte per l’edilizia scolastica, dei quali la metà per Torino”.
“Ma una ripresa è possibile e se ne scorgono i primi segnali” dichiara Mattio: “Assistiamo oggi da un lato a un incremento di attività necessarie a recuperare il ritardo dovuto al blocco dei cantieri, dall’altro al delinearsi di una domanda futura dalle caratteristiche ancora incerte”. Sul primo fronte il dato è confermato dal recupero registrato dalla Cassa Edile: le ore lavorate registrate nel trimestre giugno-agosto 2020 riporta un andamento positivo del +3% rispetto allo stesso trimestre 2019 e, ad agosto, la cassa integrazione si è dimezzata rispetto al mese precedente. Infine, si registra un aumento di richiesta di operai dotati di specifiche professionalità (escavatoristi, gruisti) e di figure tecniche di coordinamento.
“Un’occasione di decollo della domanda è rappresentata dall’ecobonus – continua Mattio, “di fronte alla quale dobbiamo attrezzarci per essere in grado di offrire dei servizi integrati, dalla progettazione alla cessione del credito. D’altra parte, però, la complicazione normativa e, soprattutto, la durata limitata, sono fonte di incertezza; l’elevata domanda potenziale, costretta a esprimersi in tempi troppo brevi, potrebbe generare inflazione per tutta la filiera invece che aumentare la produzione, per questo sarebbe importante estendere la durata del provvedimento almeno fino al 2023”. E’ probabile, inoltre, che nei prossimi sei anni il Recovery Fund porti in Piemonte tra 8 e 9 miliardi di euro; i Costruttori auspicano anche un buon utilizzo del Mes e dei fondi strutturali, che porterebbero la somma complessiva a oltre 13 miliardi.