Marco Gay (Confindustria Piemonte): "Segnali incoraggianti, situazione difficile" Alberto (Api): le pmi in miglioramento

L’indagine congiunturale trimestrale, realizzata a settembre da Confindustria Piemonte, la terza durante l’emergenza Covid-19, conferma le attese ed è in linea con i risultati di analoghi sondaggi condotti a livello nazionale ed europeo. Il clima di fiducia delle imprese piemontesi rimane pessimistico, ma gli indicatori migliorano in modo talvolta sensibile rispetto a giugno (mese immediatamente successivo alle fine del lockdown). Le oltre 1.200 imprese del campione si attendono un miglioramento della situazione di mercato nei prossimi mesi. Gli indicatori registrano un marcato progresso rispetto allo scorso trimestre, pur restando al di sotto della soglia tra previsioni di aumento e diminuzione.
A livello territoriale, gli indicatori migliorano in gran parte dei casi, ma le valutazioni delle imprese restano molto diverse. La situazione più difficile riguarda certamente il Biellese, con attese fortemente negative, condizionate senza dubbio dall’andamento del settore tessile,uno dei più colpiti dalla recessione. I miglioramenti più sensibili si registrano a Novara e soprattutto nel Canavese. A Novara il saldo ottimisti-pessimisti ritorna sul livello di equilibrio dopo due trimestri fortemente negativi. Nel Canavese il saldo torna addirittura in zona espansiva, tuttavia la sostenibilità di questa apparente svolta andrà verificata nei prossimi mesi. Qualche miglioramento, in un quadro comunque ancora molto problematico, si osserva anche ad Alessandria, Cuneo, Verbania e Vercelli; il clima di fiducia rimane improntato al pessimismo, ma in attenuazione.
A Torino, non diversamente da quanto osservato a livello regionale, le attese delle imprese rimangono negative ma il miglioramento degli indicatori è significativo. Nell’industria, i saldi ottimisti-pessimisti riferiti a livelli produttivi e ordini totali migliorano di 25 punti rispetto a giugno; ancora in calo l’export, ma si riduce la percentuale di pessimisti e aumenta quella di ottimisti. Il ricorso alla Cig diminuisce di venti punti (da 59% a 39%), anche se resta molto elevato. Il tasso di utilizzo degli impianti si riporta al 70%.
Il nostro sondaggio di settembre - commenta Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte – fa registrare alcuni segnali incoraggianti, ma non deve alimentare un eccessivo ottimismo. Le imprese sono ripartite e la maggioranza dichiara di avere subito perdite anche ingenti ma recuperabili nei prossimi mesi. Tuttavia le condizioni di mercato restano incerte, soprattutto all’estero; non possiamo dare per scontato che la ripresa sia ormai decollata e possa prendere velocità in modo lineare e automatico. Al contrario, molti fattori possono bloccare o invertire il percorso della ripresa: a partire dal rischio ancora concreto di nuove ondate di contagi e di un secondo lockdown”.

Anche la situazione delle piccole e medie imprese torinesi migliora leggermente, così come la fiducia. Lo rivela ’ultima rilevazione congiunturale dell’Ufficio Studi di Api Torino. “Si tratta - dice Corrado Alberto, presidente di Api Torino, commentando i risultati - del segno evidente della volontà di resistere e di andare avanti da parte delle imprese. Quanto è stato fatto fino a oggi dalle istituzioni ha certamente aiutato, ma non rappresenta la soluzione alla serie di problemi che le aziende devono affrontare. Occorrono ulteriori sgravi fiscali oltre che sostegni dedicati alle esportazioni e all’innovazione”. Alberto poi sottolinea: “Il grado di fiducia degli imprenditori, rimane ampiamente negativo ma in recupero rispetto a mesi fa”.