In settembre aeroporti in picchiata

Gli aeroporti italiani registrano un nuovo pesante crollo e, dopo la timida ripresa dei mesi estivi, chiudono settembre con soli 5.738.268 passeggeri, il 69,7% in meno rispetto al 2019, cifre che riportano il settore indietro di 25 anni, ai livelli registrati nel 1995. Lo ha comunicato Assaeroporti, l'associazione dei gestori degli scali italiani, aggiungendo che, nel mese scorso, i movimenti (decolli e atterraggi) sono stati 78.271, il 50% in meno rispetto a settembre 2019.
Per quanto riguarda, in particolare, gli aeroporti del Nord Ovest, in settembre il “Sandro Pertini” di Torino-Caselle ha fatto registrare 161.872 passeggeri (-52,5% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso) per 2.498 voli (-34,6%), il “Cristoforo Colombo” di Genova 55.029 passeggeri (-69,1%) e 1.390 movimenti (-38,2%) e 6.795 lo scalo di Cuneo-Levaldigi 6.795 passeggeri(+6,9%) e 396 tra arrivi e partenze (+16,5%).
Lo scenario, critico, emerge anche dai dati relativi al periodo marzo-settembre 2020: dal lockdown a oggi il sistema aeroportuale nazionale ha perso l’83% dei passeggeri, il 68% dei movimenti aerei e il 33% delle merci. Si evidenzia, inoltre, la sempre minore propensione al viaggio e al turismo e una ripresa del traffico aereo sui livelli pre-Covid, non prima del 2024-2025, secondo le ultime proiezioni formulate da Aci Europe. A fronte di questi dati, Assaeroporti stima che l’anno potrebbe chiudersi con 58 milioni di passeggeri, il 70% in meno rispetto ai 193 milioni registrati nel 2019 e con una contrazione del fatturato per i gestori aeroportuali pari a 2 miliardi di euro.
I dati che abbiamo registrato sono drammatici”, sottolinea il piemontese Fabrizio Palenzona, presidente di Assaeroporti. “Gli aeroporti stanno affrontando una difficilissima crisi finanziaria e senza immediati interventi di sostegno diretto sono a rischio migliaia di posti di lavoro e la realizzazione di investimenti e progetti di modernizzazione e sviluppo. Senza un piano di rilancio il comparto rischia di non risollevarsi, con gravissime conseguenze per cittadini e imprese. Il Governo non deve abbandonare il sistema aeroportuale; anzi deve investire su di esso perché strategico per le attività del Paese e per la ripresa dell’economia. Senza aeroporti il Paese si ferma”.
È quindi necessario – continua Fabrizio Palenzona – che il Governo sostenga gli aeroporti attraverso l’istituzione di un apposito Fondo, con una dotazione di almeno 800 milioni di euro, a compensazione dei danni subiti dai gestori. Un Fondo analogo a quello già approvato dalla Commissione europea in favore degli aeroporti tedeschi, che deve assolutamente rientrare nella Legge di Bilancio. Sono indispensabili anche specifiche misure in materia di ammortizzatori sociali che prevedano la proroga della Cigs senza soluzione di continuità per ulteriori 12 mesi. Dobbiamo consentire agli aeroporti di tutelari i livelli occupazionali e salvaguardare gli investimenti”.