Come il Covid-19 cambia gli italiani capacità di sopportazione e di reazione

Formazione e conoscenza aiutano a sopportare le difficoltà e a reagire. Giovani e famiglie sono il perno intorno al quale può ruotare la ripartenza del Paese. Servono, però, maggiori competenze economiche e progettualità di risparmio. È la fotografia degli italiani scattata dalla Ricerca “Capacità di Sopportazione e di Reazione degli Italiani di fronte alla pandemia” a cura del Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo ed Episteme, che ha misurato, per la prima volta, gli indici sintetici relativi alla capacità di sopportazione e di reazione del Paese a sei mesi dallo scoppio della pandemia.
La ricerca, condotta con 2.000 interviste a un campione rappresentativo della popolazione di 18-74 anni nel periodo di settembre 2020, ha indagato gli atteggiamenti e i comportamenti degli italiani di fronte alla crisi sanitaria, economica e sociale in atto, focalizzandosi appunto su due indici: la Capacità di Sopportazione, relativa alla gestione delle difficoltà a partire dalle condizioni e dei fattori fondamentali che concorrono a determinarne la gravità e la Capacità di Reazione, che rimanda al rilancio e alla riformulazione dei propri obiettivi di vita: reagire guardando avanti e trovando un nuovo equilibrio.
Tra le principali evidenze emerge una buona tenuta del Paese in riferimento alla molteplicità di componenti che concorrono a formare la Capacità di Sopportazione degli italiani, tra cui soprattutto l’abitudine al risparmio e il supporto della rete familiare. La maggioranza degli italiani, infatti, ha subito un danno limitato o non ha riportato alcun danno (il 27.9% ha riportato un danno lieve, il 21.3% nessun danno), con i due indici solo debolmente correlati: mentre il primo dipende soprattutto dalle risorse materiali che si posseggono, il secondo è determinato anche dalle capacità personali, di proattività e tenuta psicologica. Agli italiani, però, sembra mancare soprattutto la capacità propulsiva alla base dell’impegno individuale e il sostegno motivazionale che proviene dall’avere degli obiettivi di vita da realizzare: emerge un Paese seduto, con una debole visione del futuro e pochi sogni, come misurato dall’indice di Reazione.
Il possesso di una buona formazione (titolo di studio) e la conoscenza dei concetti base dell’economia sono un volano per una alta capacità di sopportazione e una alta capacità di reazione. Chi si dota di strumenti interpretativi riesce ad affrontare con maggiore successo le difficoltà economiche e mostra maggiore spirito di adattamento e flessibilità. Fanno eccezione i giovani, che risultano ottimisti consapevoli. Pur avendo affrontato le difficoltà legate alla pandemia emergono come il segmento più pronto ad affrontare il futuro. Hanno, infatti, la migliore capacità di sopportazione e il più alto potenziale di reazione, grazie a istruzione, ottimismo, voglia di realizzare progetti, risorse economiche a disposizione e sostegno della rete familiare.
Le famiglie con figli rimangono un fattore determinante nella vita del Paese: nonostante le difficoltà economiche che ne hanno assottigliato la capacità di sopportazione, si rivelano dotate di un’importante forza reattiva, non solo grazie al supporto e al sostegno che sa offrire, ma anche perché al suo interno si trova un grande serbatoio di risorse e stimoli utili ad alimentare la capacità di reazione dei suoi membri. Le donne superano gli uomini per quanto riguarda la capacità di reazione, ma la bassa presenza nel mercato del lavoro, il reddito inferiore e la scarsa conoscenza dei concetti economici di base le rendono meno capaci di sopportazione. La possibilità di una crescita nelle capacità di sopportazione dell’universo femminile risulta così vincolata alla scelta di cercare o meno impiego.
Anche se si analizza il livello di salute fisica e psicologica degli italiani sembra che la pandemia non abbia prodotto effetti evidenti. La percezione di un peggioramento della propria salute non è diffusa. Solo una parte minoritaria degli italiani riconosce di essere uscita dal lockdown debilitata, soprattutto a livello psicologico: il 67.4% degli italiani gode di una buona salute fisica e il 66.2% di una buona salute psicologica; l'11.8% lamenta un peggioramento fisico a seguito della pandemia, ma il dato sale al 19.8% se si considera il livello psicologico. Tra i segmenti più sotto stress si trovano le donne under 35 e tra gli alto-istruiti.
Giovanna Paladino, direttore Museo del Risparmio e curatrice della ricerca, ha commentato così i risultati: “Gli indici forniscono una visione non solo economica, ma anche sociale e psicologica della capacità del Paese di affrontare la crisi. L’istruzione e l’educazione finanziaria si mostrano un volano per la tenuta e la capacità di ripresa insieme all’attitudine al risparmio e al supporto della rete familiare, che si confermano elementi fondamentali per gli italiani. L’indagine evidenzia che un aumento delle competenze economiche di base, il coinvolgimento delle donne nella forza lavoro insieme a un approccio al risparmio coerente con una progettualità futura e con l’investimento sono elementi determinanti per far ripartire l’economia”.