Caffè, Italia battuta solo dalla Germania

Si è appena celebrata la Giornata internazionale del Caffè, un prodotto rilevante per l'economia piemontese e, in particolare, di Torino, dove operano grandi torrefazioni come Lavazza e Vergnano, accanto a minori come Costadoro e Caffè Alberto. Comunque, per l'occasione, Eurostat ha diffuso diversi dati sul caffè nell'Unione europea. Nel 2019, la Ue ha importato 3 milioni di tonnellate di caffè dall'estero, il 14% in più rispetto a 10 anni fa. Queste importazioni valevano 7,5 miliardi di euro. La maggior parte del caffè importato l'anno scorso da Paesi extra Ue proveniva da Brasile (932.000 tonnellate importate, pari al 31% delle importazioni extra-Ue totali) e Vietnam (673.000 tonnellate, pari al 22%). I due Paesi sono stati seguiti da Honduras (221.000 tonnellate, 7%), Colombia (166.000 tonnellate, 6%), Uganda (145.000 tonnellate, 5%), India (137.000 tonnellate, 5%), Perù (113.000 tonnellate, 4%), Etiopia e Svizzera (entrambe 80.000 tonnellate, 3%) e Indonesia (77.000 tonnellate, 3%).
Con 1,1 milioni di tonnellate importate, pari al 37% del totale extra-Ue, la Germania è risultata il maggiore importatore di caffè. Precedendo l'Italia (604.000 tonnellate, pari al 20%), il Belgio (303.000 tonnellate, 10%), la Spagna (273.000 tonnellate, 9%) e la Francia (236.000 tonnellate, 8%). Sempre nel 2019, nell'Ue sono stati prodotti oltre 1,8 milioni di tonnellate di caffè, il 3% in più rispetto a 10 anni fa ed equivalenti a circa 4,1 chilogrammi per abitante, per un valore di circa 10 miliardi.
Tra gli Stati membri dell'Ue è la Germania ad avere prodotto più caffè tostato nell'anno appena passato (572.000 tonnellate, pari al 31% della produzione totale dell'UE), seguita dall'Italia (508.000 tonnellate, 28%), davanti alla Spagna (143.000 tonnellate, 8 %), Paesi Bassi (136.000 tonnellate, 7%), Francia (133.000 tonnellate, 7%) e Svezia (91.000 tonnellate, 5%). Nel 2019, questi sei Paesi hanno prodotto l'86% della produzione totale dell'Ue di caffè tostato.