Le imprese del Nord Ovest hanno previsto oltre 32.500 assunzioni in settembre

Le imprese delle tre regioni del Nord Ovest hanno previsto di fare oltre 32.500 assunzioni in questo mese. Il dato emerge dal nuovo Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. In particolare, sono previste 25.410 assunzioni in Piemonte (-22,7% rispetto a settembre 2019), 6.560 in Liguria (-29,9%) e 690 in Valle d'Aosta (-11%). In tutta l'Italia, sono oltre 310.000 le assunzioni previste dalle imprese per settembre. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione delle entrate programmate si attesta al -28,7%.
“Un riavvio delle attività in vista dell’autunno particolarmente cauto, quindi, ma segnali di ripresa si evidenziano per le costruzioni e le industrie alimentari” commenta Unioncamere, aggiungendo che “le prospettive economiche sono caratterizzate dall’incertezza soprattutto per quanto riguarda gli andamenti dei mercati internazionali, tanto che anche per il trimestre settembre-novembre si prevede un flusso di assunzioni in flessione rispetto all’analogo periodo del 2019 e aumenta la quota delle imprese (dal 49,1% di giugno al 64,9% di agosto) che prevedono il recupero dei livelli produttivi pre-covid non prima di giugno 2021”.
A livello nazionale, per settembre segnali di ripresa arrivano dalle industrie alimentari e dalle costruzioni, settori che con quasi 11mila e oltre 34mila entrate previste, rispettivamente, contengono la flessione e si avvicinano molto ai livelli dell’anno precedente. E’ inoltre in netta crescita la difficoltà di reperimento per alcune delle principali professioni di sbocco dei due comparti: è il caso degli artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari (3.680 assunzioni, nel 43,7% dei casi difficili da reperire) o degli artigiani e operai specializzati delle costruzioni e nel mantenimento di strutture edili (13.190 entrate, il 29,6% difficili da reperire) e degli artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (11.870 entrate, 49,9% la difficoltà di reperimento).
La scarsa domanda sui mercati internazionali penalizza, invece, le prospettive occupazionali del sistema moda, così come quelle della filiera dei turismo sono negativamente condizionate dalla caduta dei flussi turistici dall’estero. Le micro e piccole imprese (1-49 dipendenti), soprattutto nei comparti manifatturieri e delle costruzioni, sembrano reagire meglio in questa fase di lenta ripresa contenendo le perdite occupazionali programmate per il mese di settembre al -25,5% (rispetto al 2019), mentre per le medio-grandi (50 e oltre) il calo previsto è più ampio (-33,3%).