Ivass scova altre 23.000 polizze dormienti da pagare ai beneficiari per 492 milioni

 Le polizze vita “dormienti” sono polizze che, per vari motivi, non sono state pagate ai beneficiari e che giacciono nelle imprese di assicurazione. Può trattarsi di polizze per il caso di morte dell’assicurato, della cui esistenza i beneficiari non erano a conoscenza o di polizze “di risparmio” che, giunte alla scadenza, non sono state riscosse dagli interessati. L’Ivass, autorità di vigilanza del settore, è da tempo impegnato a “risvegliare” queste polizze, per far sì che le relative somme siano pagate ai legittimi beneficiari e non finiscano in prescrizione.
Dopo aver condotto. tra il 2017 e il 2019, una indagine sulle compagnie di assicurazione italiane che ha portato a risvegliare complessivamente 248.176 polizze,per complessivi 4,4 miliardi di euro pagati o in corso di pagamento ai beneficiari, Ivass ha svolto un’analoga indagine sulle compagnie di assicurazione europee che operano in Itali,a in modo da garantire a tutti i cittadini pari tutela, indipendentemente dal fatto che siano assicurati con un’impresa italiana o estera. L’indagine sulle imprese estere, avviata nel 2018 , anno portato al risveglio di 23.392 polizze dormienti da pagare ai beneficiari per un ammontare di 492,123 milioni di euro. 
Restano tuttavia da sciogliere dei nodi legali che hanno impedito, per il momento, di acquisire i dati necessari al completamento dell’indagine dalle imprese di assicurazione con sede in Lussemburgo che operano in libertà di prestazione di servizi (ossia senza una sede stabile in Italia), le quali hanno opposto il segreto professionale previsto dalla normativa locale. Poiché tali imprese hanno emesso una parte significativa delle polizze oggetto di indagine, l’Ivass è impegnato con i competenti organi italiani e lussemburghesi per assicurare tutela anche ai cittadini italiani che hanno sottoscritto polizze con queste imprese.