Furti in casa, Torino al terzo posto in Italia ma per densità al primo si colloca Asti

Durante il lockdown, i furti sono diminuiti del 76% nelle abitazioni e del 68%  negli esercizi commerciali. Ma con l'auspicato ritorno alla normalità, sia pure parziale, esiste il rischio concreto di una recrudescenza di questo reato, odioso per il danno economico e insieme per la violazione dell’intimità familiare. Comunque, tra molti italiani resta alta la percezione del pericolo e tanti hanno già preso le dovute contromisure. D'altra parte, il gioco vale la candela. Infatti, nonostante il calo durante il confinamento dovuto al Covid e negli anni più recenti, il numero dei furti nelle case e nei negozi resta alto: oltre 191mila i reati denunciati, vale a dire 524 furti al giorno, mediamente 22 all’ora. Vittime soprattutto le grandi città: è Milano ad averne il primato (quasi 14mila furti in dodici mesi) seguita da Roma e Torino. Passando dai numeri assoluti a quelli relativi, le sorprese non mancano. A capeggiare la poco invidiabile classifica è Asti, con 655 denunce ogni 100mila abitanti, incalzata da Ravenna e da Firenze. Milano è 23.ma, Torino 25.ma, Roma 61.ma, Napoli quasi in coda alla classica, alla posizione numero 101.
In sostanza, il calo dei furti c’è; ma la situazione rimane inquietante. E se il merito maggiore della riduzione di furti denunciati va senz’altro alle forze dell’ordine, una fortissima azione di deterrenza è stata attuata dai cittadini. Infatti, sono tanti gli italiani che hanno investito risorse per ridurre i rischi di intrusioni indesiderate e, se ci si imbatte nei rapinatori, anche pericolose per la propria incolumità. Dal Censis si apprende, infatti, che nel nostro Paese su quasi 30 milioni di immobili dotati di utenze domestiche (acqua, elettricità, gas) due su tre sono muniti di porte blindate, quasi il 42% di un sistema d’allarme, il 33,5% (uno su tre) di inferriate a porte e/o finestre, tre su dieci di infissi speciali, vetri anti-effrazione, telecamere.
Ma ancora in molti rischiano furti in casa
Dati alla mano, però, emerge che oltre dieci milioni di immobili dotati di utenze domestiche non hanno difese. Mentre una casa sicura è un atout, anche psicologico, che vale per sempre. Per questo, la Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della Piccola e media impresa), per evitare il rischio di furti in casa, prima di tutto, consiglia di non svelare sui social e in altro modo quando si va in vacanza e, in genere, di non fornire indizi che dimostrino l’assenza dalla propria abitazione; inoltre, è opportuno far svuotare la cassetta della posta e non lasciare messaggi nella segreteria telefonica o nella casella di posta elettronica che possano segnalare il cambio temporaneo di domicilio.
Quanto agli impianti di sicurezza, la soluzione più economica è rappresentata dalle inferriate (per una grata fissa in ferro di dimensioni medie la spesa si aggira sui 350 euro). L’installazione di una porta blindata costa mediamente 1.100 euro, una serratura ad alta sicurezza 6-700 euro, finestre antisfondamento circa 1.400 euro al metro quadro. Affidarsi a soluzioni più sofisticate e, naturalmente, più onerose – è il caso dei sistema di sicurezza antintrusione – richiede una spesa che va da 1.500 a oltre tremila euro. L’integrazione con un sistema di videosorveglianza esige un’aggiunta tra i 500 e i mille euro. Somme alle quali vanno aggiunti i costi di manutenzione e/o aggiornamento necessari a mantenere funzionale ed efficace ogni barriera tra la nostra casa e i ladri.