Export delle province nei primi sei mesi Torino tra le peggiori, Genova tra le top

 Nonostante la ripresa di maggio e giugno, l'Istat stima che, nell'intero secondo trimestre, tutte le ripartizioni territoriali abbiano subito una netta contrazione congiunturale delle esportazioni, a causa del forte calo di aprile: -28,2% il Sud e Isole, -26,6% il Nord-Ovest, -23,2% il Nord-Est e -23,1% Centro. Quanto a tutto il primo semestre, la diminuzione dell'export su base annua risulta marcata e diffusa a livello territoriale: rispetto alla media nazionale, è più ampia per le Isole (-20,4%) e il Nord-Ovest (-16,1%), di pari entità per il Centro (-15,3%), più contenuta per il Nord-Est (-14,3%) e il Sud (-13,4%).
Dall'inizio di gennaio alla fine di giugno, la flessione tendenziale dell’export interessa quasi tutte le regioni italiane ed è più ampia per Basilicata (-36,8%), Sardegna (-35,3%) e Valle d’Aosta (-31,0%). Le performance negative di Piemonte (-21,2%), Lombardia (-15,3%), Veneto (-14,6%) ed Emilia-Romagna (-14,2%) spiegano i due terzi della flessione su base annua dell’export nazionale. Solo il Molise (+30,2%) e la Liguria (+3,7%) registrano, nel confronto con il primo semestre 2019, una dinamica positiva dell’export.
Nello stesso periodo, il calo delle vendite di macchinari e apparecchi da Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte e di metalli di base e prodotti in metallo dalla Lombardia contribuisce alla diminuzione tendenziale dell’export nazionale per 3,5 punti percentuali. Per contro, l’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo dalla Toscana e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lombardia, Veneto, Toscana, Marche ed Emilia-Romagna contrasta per 1,5 punti la flessione dell’export.
Nei primi sei mesi del 2020, i contributi maggiori alla diminuzione delle esportazioni nazionali rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso derivano dal calo delle vendite di Piemonte (-18,8%) e Lombardia (-16,5%) verso la Germania, di Lazio (-39,9%) e Piemonte (-22,7%) verso gli Stati Uniti e di Piemonte (-22,1%), Lombardia (-17,8%), Veneto (-17,2%) ed Emilia-Romagna (-15,9%) verso la Francia.
L’analisi provinciale dell’export mostra performance negative per la maggior parte delle province italiane: le peggiori interessano Milano, Torino, Firenze, Brescia, Vicenza e Bergamo. Tra le performance positive, le migliori si registrano per Arezzo, Rovigo e Genova.