Coldiretti: come più del 50% degli italiani ha ridotto o azzerato gli sprechi alimentari

 “Oltre la metà degli italiani (54%) ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari, nell'ultimo anno, adottando strategie che vanno dal riutilizzo degli avanzi a una maggiore attenzione alla data di scadenza, fino alla spesa a chilometri zero dal campo alla tavola, con prodotti più freschi che durano di più”: lo si legge sul sito della Banca del Piemonte (www.bancadelpiemonte.it), la quale riporta i risultati dell’indagine Coldiretti/Ixè, diffusa in occasione dell’ultima campagna per la lotta allo spreco di cibo lanciata dal presidente cinese Xi Jinping, che ha voluto ricordare ed evidenziare il valore delle riserve alimentari nazionali.
Secondo l'indagine della Coldiretti, nelle case degli italiani si adottano già soluzioni multiple per contenere lo spreco di cibo. La scelta più diffusa (74%) è quella di una spesa più oculata, acquistando soltanto quello che serve. Nel 38% dei casi, invece, emerge un ritorno all’antica tradizione italiana e contadina di usare in un pasto successivo quello che è avanzato sulla tavola, magari combinando le ricette come avviene per la classica frittata di pasta, la ribollita toscana, i canederli trentini o la pinza veneta. Inoltre, in un caso su quattro, si cerca di fare più attenzione alla scadenza dei prodotti oppure si riducono le quantità acquistate, evitando così di riempire il carrello con cibo non necessario o che rischia di rovinarsi a forza di stare nel frigo o nella dispensa senza essere toccato. Infine, la ricerca ha consentito di scoprire che un 7% sceglie di donare in beneficienza i prodotti alimentari non consumati.
Quanto ai comportamenti degli italiani in occasione di pranzi o cene fuori casa, l'indagine della Coldiretti ha mostrato che quasi quattro su dieci (37%) escono dal ristorante portandosi gli avanzi a casa, sempre, spesso o almeno qualche volta, la cosiddetta “doggy bag”, il contenitore per portare via il cibo non consumato ed evitare così che venga buttato. “Comunque, c’è anche un 21% degli italiani che non lascia alcun avanzo quando va a mangiare fuori” ha sottolineato la Banca del Piemonte, storico e solido istituto di credito privato che fa capo alla famiglia Venesio.
“L’allarme globale provocato dal coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico della filiera del cibo e delle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, ma ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con un piano nazionale per difendere la sovranità alimentare e non dipendere dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali sugli scambi commercial” ha commentato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, sottolineando che “i problemi pandemici che hanno portato all’interruzione delle catene di approvvigionamento e le difficoltà vissute, in termini di mobilità delle merci e dei servizi, rendono strategico investire nel settore, aumentando la capacità di resilienza delle filiere agroalimentari nazionali anche con investimenti infrastrutturali”.