Ubi Banca in Borsa fino al 18 settembre Messina: utile netto 2021 oltre 5 miliardi

Le azioni ordinarie di Ubi Banca saranno revocate dalla quotazione sul Mercato Telematico Azionario (delisting) dal 18 settembre 2020, giorno successivo a quello del pagamento delle azioni residue apportate dopo l'Opas e che Intesa Sanpaolo rileverà (i titolari di Azioni Ubi che non abbiano richiesto alla banca guidata da Carlo Messina di acquistare le azioni residue, in esecuzione della procedura di adempimento dell’obbligo di acquisto risulteranno possessori di strumenti finanziari non negoziati in alcun mercato regolamentato, con conseguente difficoltà di liquidare il proprio investimento).Il periodo concordato con Borsa Italiana nel corso del quale Intesa Sanpaolo adempirà all'obbligo di acquisto e i titolari delle azioni residue potranno chiederlo, avrà inizio alle ore 8.30 del 24 agosto e terminerà alle ore 17.30 dell’11 settembre. Intesa Sanpaolo ha anche comunicato di ritenere che il potenziale ammontare massimo del corrispettivo in contanti pagato per l'Opas sia di importo non significativo e il suo eventuale integrale pagamento non abbia effetti sul raggiungimento degli obiettivi del Piano di Impresa e degli obiettivi strategici dell’operazione, che, pertanto, sono ritenuti validi. Più in dettaglio, senza considerare l’acquisizione di Ubi Banca, gli amministratori di Intesa Sanpaolo si attendono che l’utile netto possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro nel 2020 e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021, assumendo un costo del rischio potenzialmente fino a circa 90 centesimi di punto per il 2020 e fino a circa 70 centesimi di punto per il 2021. Anche considerando l’acquisizione di Ubi Banca, viene confermata la politica dei dividendi del Gruppo, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% dell’utile netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla Bce in merito alla distribuzione di dividendi successivamente al 1° gennaio 2021, termine della raccomandazione del 28 luglio scorso. In aggiunta alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, Intesa Sanpaolo intende ottenere l’approvazione della Bce per una distribuzione cash da riserve nel 2021, alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020. Per il Gruppo risultante dall’acquisizione di Ubi Banca, il vertice di Intesa Sanpaolo, che ha come principale azionista la fondazione torinese Compagnia di SanPaolo e tra i nuovi soci rilevanti la Fondazione Crc di Cuneo, prevede dal 2022 un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro e il proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali.