Più frodi creditizie con i furti di identità

Aumentano i furti di identità finalizzati alle frodi creditizie. In Italia, l'anno scorso, sono stati oltre 32.000, quasi il 20% in più rispetto al 2018 e per un danno stimato che supera i 150 milioni di euro. E' quanto ha rilevato Crif-MisterCredit, dal cui Osservatorio emerge che la costante crescita di questo fenomeno criminale non sembra arrestarsi, tanto che le elaborazioni relative ai primi quattro mesi del 2020 mostrano un ulteriore incremento nei primi due mesi dell’anno (+5%) prima che il lockdown disposto dal Governo attenuasse la dinamica nel successivo bimestre (-12,8%), in virtù della drastica riduzione degli spostamenti delle persone e la temporanea chiusura della quasi totalità degli esercizi commerciali. Le frodi creditizie mediante furto di identità - con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano ad avere un impatto non trascurabile, anche perchè le organizzazioni criminali si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate e ormai non disdegnano nemmeno le operazioni fraudolente su beni di importo più contenuto. Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che rappresentano la metà del totale. Al secondo posto per numerosità (30,7% dei casi) si trovano le frodi sulle carte di credito, che mostrano una crescita consistente. Per altro, si prevede che la dinamica in atto relativamente agli acquisti effettuati con le carte sia destinata ad accentuarsi ulteriormente nei prossimi mesi, in seguito al cambiamento dei comportamenti di acquisto e dello sviluppo dell e-commerce indotti dal Covid-19. Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento, si vede che quasi un terzo riguarda gli elettrodomestici, ma una quota significativa anche auto e moto (11,8%), elettronica, informatica e telefonia (8,6%) e arredamento (8,4%). Aumentano, inoltre, le frodi per consumi (6,9%, ma +57,8% rispetto alla precedente rilevazione), spese professionali, trattamenti estetici/medici e prodotti assicurativi, che pur rappresentando solo l’1,0%, sono più che raddoppiate. Relativamente all’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento, se la media complessiva risulta pari a circa 4.650 euro, nel 21,3% dei casi il valore risulta compreso tra 1.550 e 3.000 euro, mentre nel 20,3% è inferiore ai 1.500. Nel 18,1% dei casi, però, supera i 10.000 euro. Dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio emerge, inoltre, che, la maggioranza delle vittime è costituita dagli uomini (61,2%). Quanto alle fasce di età, la più colpita è quella degli under 30 anni (23,8%), seguita dalla classe compresa tra i 41 e 50 anni (23%) e quella tra 31 e 40 anni (21,2%). Riguardo la regione di residenza, la ripartizione dei casi mostra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania (quasi 5.000, pari al 14,5%), Lombardia (12,6%), Sicilia (11,5%) e Lazio (10,8%). L'incidenza del Piemonte è il 7,4%. A livello di province, invece, il maggior numero di casi si registra a Napoli (3.000 frodi, il 9,2% del totale nazionale), seguita da Roma (7,2%), Torino (4,6%) e Milano (4,4%). Nell’81,7% dei casi, i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta, nel 16,1% una patente, nell’1,8% un passaporto e nello 0,3% un permesso di soggiorno. Infine, per quanto riguarda i tempi di scoperta delle frodi, se da un lato il 53,1% dei casi viene scoperto entro sei mesi, dall’altro lato continuano a emergere frodi commesse anche 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Queste ultime, in particolare, rappresentano il 14,1% del totale e risultano in costante crescita.