Piazza Affari: dalle 40 principali quotate "bruciati" 42 miliardi nei primi 6 mesi Diasorin è la più resiliente (+45,9%)

Nei primi sei mesi del 2020, le 40 principali società quotate alla Borsa di Milano e costituenti il listino Ftse Mib, hanno evidenziato, insieme, una perdita di valore pari a 42 miliardi. La loro capitalizzazione si è ridotta dell'11,2% da inizio anno, a causa della pesante caduta del primo trimestre (-22,9%), quando hanno “bruciato” 86 miliardi. La ripresa, però, almeno in Piazza Affari, è già iniziata, come dimostrano i dati del secondo trimestre (+44 miliardi e +15,1%). Lo scrive l'Area Studi di Mediobanca, precisando che, a livello settoriale, solo le energetiche/utilities hanno ottenuto un incremento del valore in Borsa (+2,5%), mentre il settore petrolifero registra la contrazione maggiore (-38,9%). In calo anche la manifattura (-10,8%) e i servizi (-18,5%). Più resilienti alla crisi, con miglioramenti della performance in Borsa a doppia cifra nel primo semestre, sono DiaSorin (+45,9%), Recordati (+17,9%) e Stm (+10,4%), seguite da Enel (+8,4%), Inwit (+8,2%), Ferrari (+7,2%) e Terna (+2,7%). Tutti gli altri titoli del Ftse Mib, hanno chiuso il primo semestre 2020 con una diminuzione del proprio valore di Borsa. Rispetto al primo semestre del 2019, le società analizzate hanno perso complessivamente ricavi per oltre 50mld (-25,3%). Tra i settori, energetiche/utilities hanno registrato il minore calo (-14,9%), mentre il petrolifero con Eni (-40,4%) e la manifattura (-26,0%) riportano le maggiori perdite di fatturato. Tra le società brillano Inwit (+46,4%, grazie anche all’incorporazione della Vodafone Towers), DiaSorin (+8,6%) e Terna (+7,7%); seguono Snam (+3,3%), Recordati (+2,3%), Stm (+1,9%) e Hera (+0,9%); tutte le altre hanno registrato una contrazione del fatturato. Nei primi sei mesi, le società analizzate hanno perso oltre 16 mld a livello di margini industriali (-67,8% sullo stesso periodo 2019). Un incremento del risultato operativo è emerso solo per Inwit (+23,6%, dato influenzato dall’incorporazione della Vodafone Towers), DiaSorin (+14,4%), Buzzi (+11,4%), Recordati (+9,1%), Italgas (+4,5%), Terna (+2,9%) e Hera (+2,4%). Sempre dall'inizio di gennaio alla fine di giusgno le 40 società che compongono il listino Ftse Mib, complessivamente, hanno perso quasi 18 miliardi di profitti e hanno chiuso il semestre in rosso (net profit margin in calo di -10,2% sul semestre 2019). Si segnala un incremento del risultato netto solo per: Buzzi (+60,7%, influenzato da plusvalenze su cessioni), Telecom (+23,0%, determinato in massima parte dalla plusvalenza sulla cessione, in due riprese, del 26,8% di Inwit, Recordati (+13,2%), DiaSorin (+13,1%), Inwit (+4,3%) e Terna (+3,0%). Per quanto riguarda la struttura finanziaria si evidenzia un deterioramento per tutti i settori, come risultato dell’incremento dell’indebitamento (+9,7%) e della contrazione dei mezzi propri (-8,1%). La manifattura registra il deterioramento peggiore (+21,2 p.p. il rapporto debiti finanziari/capitale).