Patrimonio gestito dalle reti dei fuori sede due società di Intesa Sanpaolo al comando

 Due società del gruppo Intesa Sanpaolo sui due gradini più alti del podio nazionale per il patrimonio gestito dalle reti dei consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede. Al 30 giugno scorso, infatti, Intesa Sanpaolo Private Banking vantava un patrimonio gestito dalla sue rete pari a 109,036 miliardi di euro, superiore anche anche a quello della rete della società gemella, Fideuram, risultato di 96,338 miliardi che, comunque, vale la piazza d'onore. Al terzo posto si trova Banca Mediolanum con 76,899 miliardi.
La graduatoria stilata da Assoreti, l'associazione delle imprese del settore presieduta da Paolo Molesini, vede al quarto posto la rete di Fineco con 71,687 miliardi e al quito quella della Banca Generali con 67,099 miliardi. Seguono, nell'ordine, Allianz Bank con 51,580 miliardi, Azimut Capital con 42,105, Sanpaolo Invest (gruppo Intesa Sanpaolo) con 24,270, Credem con 22,638 e Deutsche Bank, in decima posizione con 13,816 miliardi.
A fine giugno, la valorizzazione dei prodotti finanziari e dei servizi di investimento distribuiti dagli intermediari associati, tramite l’attività dei propri consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, è pari a 614,6 miliardi di euro. La raccolta netta realizzata nel trimestre (10,8 miliardi) e, soprattutto, le performance dei prodotti che compongono il portafoglio dei clienti delle reti hanno determinato una crescita del 7,7% rispetto alla valorizzazione di fine marzo, riportando il patrimonio complessivo pressoché ai livelli massimi di dicembre (619,8 miliardi). La crescita coinvolge sia la componente di portafoglio investita in prodotti del risparmio gestito (+9,1%), che raggiunge così i 429,4 miliardi, sia la componente amministrata (+4,6%), ora pari a 185,2 miliardi. Nell’ambito del risparmio gestito, il patrimonio degli Oicr, sottoscritti direttamente, risulta pari a 197,2 miliardi di euro, con un incremento congiunturale dell’11,6% e un’incidenza complessiva sul portafoglio che sale al 32,1%. La valorizzazione delle gestioni collettive aperte domiciliate all’estero è pari a 173,3 miliardi (+12,2%) mentre quella dei fondi aperti di diritto italiano si attesta sui 21,4 miliardi (+8,4%). Nell’ambito del risparmio amministrato la componente in titoli ammonta a 82,5 miliardi di euro, segnando il maggiore incremento congiunturale (+15,2%) che ne determina la crescita anche in termini di incidenza in portafoglio (13,4%); la dinamica complessiva coinvolge tutte le tipologie di titoli, con maggiore evidenza per le azioni (+19,9%), exchange traded product (+21,9%) e certificate (+29,1%). Diminuisce, invece, la liquidità presente in portafoglio, pari a 102,7 miliardi; il processo di riqualificazione, osservato nel secondo trimestre, ne ha determinato la flessione (-2,6%), comportandone la riduzione anche in termini di incidenza (16,7%).
Paolo Molesini, presidente dell’Associazione, ha commentato: “Il forte rapporto personale tra i consulenti finanziari delle associate di Assoreti e i loro clienti ha consentito a questi ultimi di affrontare con fiducia i primi effetti della pandemia e di continuare a investire nel risparmio gestito. La diversificazione degli investimenti ha favorito il controllo dei rischi e la possibilità di beneficiare del rimbalzo del mercato del secondo trimestre”.