La reputazione web dei 100 top manager: John Elkann torna primo e Messina terzo

Nuovo ribaltone al vertice della classifica della reputazione web dei 100 top manager attivi in Italia. A luglio, sul gradino più alto del podio è tornato John Elkann, numero uno della grande famiglia Agnelli-Elkann-Nasi. Il presidente e amministratore delegato di Exor, oltre che presidente della superholding Giovanni Agnelli & C, nonché di Fca e Ferrari, ha riconquistato il primo posto, come in aprile, con 75,87 punti, scalzando Francesco Starace, l'amministratore delegato di Enel, tornato secondo con 73,61 punti, mentre il mese prima ne aveva avuti 76,24, tanti da fargli guadagnare la medaglia d'oro. John Elkann è tornato in testa per la conferma dell'operazione Stellantis (fusione Fca-Psa) e, fra l'altro, per la conquista della Gedi Gruppo Editoriale. Era finito secondo in giugno (73,31 punti), maggio, marzo e febbraio, mentre era terzo in gennaio. Il pieno successo dell'Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca ha riportato sul podio Carlo Messina, l'amministrato delegato della banca che ha come azionista di riferimento la Fondazione Compagnia di San Paolo. A Carlo Messina, infatti, sono stati attribuiti 68,04 punti, che valgono la medaglia di bronzo, conquistata in maggio, con 69,61 punti, mentre in giugno era quarto con 68,45, preceduto anche da Urbano Cairo. Il gran capo di Intesa Sanpaolo aveva esordito sul podio in aprile, dopo essere risultato quarto a marzo, sesto a febbraio e a gennaio. In luglio ha preceduto anche Claudio Descalzi, l'ad di Eni, quarto con 65,38 punti. Quanto a Urbano Cairo, dopo essere tornato terzo in giugno con 70,50 punti, in luglio è sceso al quinto posto con 64,60 punti. A causa, probabilmente, del Torino Calcio, che si è salvato soltanto alla penultima partita. Cairo, presidente, amministratore delegato e azionista di Rcs Media Group (fra l'altro edita il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport), oltre che presidente della controllante Cairo Communication, in maggio era quarto come ad aprile, mentre è stato terzo a marzo e primo per diversi mesi, fino a gennaio scorso. Le delusioni della Juventus, rispetto alle aspettative e agli investimenti fatti, hanno fatto perdere posizioni anche ad Andrea Agnelli, presidente della società bianconera e consigliere di amministrazione di Exor. Andrea Agnelli, infatti, è risultato ventesimo, con 55,67 punti; mentre era salito in sedicesima posizione (55,66 punti) in giugno, dalla 24.ma di maggio, la stessa avuta in aprile. A marzo era al 22.mo posto, a febbraio al 29.mo di febbraio e a gennaio al 31.mo. Così, Andrea Agnelli ha visto diminuire il suo vantaggio su Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, rimbalzato al 36.posto (49,38 punti) dal 42.mo posto di giugno, quando ha avuto 48,51 punti. Manley era 28.mo in maggio, 25.mo in aprile, 34.mo a marzo, 23.mo a febbraio e 28.mo a gennaio. Un ulteriore recupero, invece, è stato fatto dal genovese Alessandro Profumo, presidente di Leonardo, colosso pubblico con diverse attività in Piemonte e Liguria. In luglio è risultato 26.mo con 51,47 punti. Il mese precedente, Profumo, già presidente di Monte dei Paschi e amministratore delegato di Unicredit, si era piazzato 29.mo, migliorando ancora di due posizioni (a maggio era 31.mo, ad aprile 44.mo, 42.mo a marzo, 38.mo a febbraio e a gennaio. Ad avanzare, nel mese scorso, è stato anche Gian Maria Gros-Pietro, presidente torinese di Intesa Sanpaolo. E' salito, infatti, al 44.mo posto (47,28 punti), beneficiando della conquista di Ubi Banca. A giugno, Gros-Pietro era 47.mo (46,84 punti), mentre era 51.mo in maggio e addirittura 61.mo in aprile (57.mo in marzo e 47.mo in febbraio). Comunque, è stato preceduto anche dalla torinese Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti, costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola. Elisabetta Ripa, anche consigliere di amministrazione della novarese Autogrill, è risultata 42.ma con 48,37 punti, una in più rispetto a giugno, ma la stesso di maggio, quando ne aveva guadagnate sette rispetto ad aprile, mentre era 47.ma in marzo, 43.ma in febbraio e 46.ma in gennaio. Al riservatissimo Giovanni Ferrero, nato a Farigliano nel 1964, numero uno del colosso dolciario albese, sono stati attribuiti 45,75 punti, che valgono il 48.mo posto, lo stesso ottenuto in giugno. Era 43.mo in maggio, 41.mo in aprile, 37.mo in marzo e 58.mo in febbraio. Giovanni Ferrero è entrato nella classifica relativa alla reputazione web dei cento top manager attivi in Italia per la prima volta in gennaio, collocandosi al 49.mo posto. Anche Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo, ha mantenuto la stessa posizione, come in giugno,essendo finito 50.mo con 55,71 punti. A maggio era 51.mo, una posizione in meno di aprile, ma la stessa di marzo. Era 63.mo in febbraio e in gennaio. Al suo quinto mese fra i cento top manager, Cristina Schocchia, classe 1973, nata a Coldirodi, frazione della Città dei Fiori e del Festival della musica, ha ottenuto in luglio la posizione numero 57, con 44,50 punti, migliorando il 62.mo posto di giugno, a fronte del 59.mo di maggio, il 67.mo di aprile e il 66.mo di marzo, quando ha esordito nella classifica della reputazione wen. Amministratore delegato della Kiko, nota impresa di cosmetici, laurea in Economia alla Bocconi e dottorato di ricerca in Economia aziendale all'Università di Torino, Cristina Schocchia, sposata con un cardiochirurgo, un figlio, ha lavorato anche per Max Factor e l'Oreal Italia. E' anche consigliere di amministrazione della Pirelli, di Essilor-Luxottica e della Illycaffè. Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più noti, è salito al 65.mo posto (43,38 punto, guadagnandone uno rispetto a giugno e di più rispetto ai precedenti: era 71.mo a maggio e 76.mo di aprile. A marzo era 73.mo e 68.mo in febbraio; ma addirittura 54.mo in gennaio, quando, con 44,82 punti, aveva guadagnato 14 posizioni rispetto al mese precedente. Fondatore di Eataly, la catena eno-gastronomica nazionale diffusa in tutto il mondo, Oscar Farinetti è entrato per la prima volta fra i top cento nell'agosto scorso, quando si era piazzato 69.mo. Farinetti ha preceduto ancora Victor Massiah, il direttore generale di Ubi Banca, che ha come maggiore azionista singolo e italiano la Fondazione Crc di Cuneo. Victor Massiah è risultato 71.mo (42,60 punti), mentre era 76.mo in giugno, 74.mo in maggio e in aprile, 75.mo a marzo. Classe 1963, originario di Rovigo ma ormai genovese, Luca Bettonte, amministratore delegato della Erg della famiglia Garrone-Mondini, nella classifica di giugno è 75.mo (40,61 punti), tre più che a giugno e ad aprile, mentre a maggio era 76.mo, come a marzo (41,64), 77.mo in febbraio e il mese prima. E' rimasta invariata, invece, la posizione di Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo e presidente di Cir, la holding dei tre fratelli alla quale fa capo Sogefi e non più la Gedi Gruppo Editoriale, passata alla Exor. Rodolfo De Benedetti, infatti, nella graduatoria del mese scorso figura 82.mo (38,57 punti) così come nella precedente classifica e in quella di maggio; mentre era 86.mo ad aprile, 87.mo in marzo, 83.mo in febbraio e 80.mo a gennaio. Perciò, è rimasto davanti ad Alberto Lavazza, nato sotto la Mole nel 1940, presidente dell'impresa del caffè, nella quale lavora da 58 anni (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione). Alberto Lavazza è risultato 87.mo con 36,85 punti. Era 90.mo in giugno, 89.mo in maggio e 92.mo in aprile, quattro posti in meno di marzo, quando ha esordito fra i top 100. Enrico Preziosi, presidente del Genoa, salvatosi dalla B nell'ultima giornata di campionato, è risultato 95.mo con 32,65, una in meno di giugno. Era 96.mo in maggio, 97.mo in aprile, 98.mo in marzo, 97.mo in febbraio e 94.mo in gennaio. Il suo rivale del derby sotto la Lanterna, Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria è tornato penultimo, cioè 99.mo, come in aprile, in marzo e in febbraio, mentre era salito al 97.mo in giugno. Invece a gennaio, Ferrero era ultimo, cioè 100.mo. Nella classifica di giugno, infine, non compaiono altri due top manager del Nord Ovest, presenti fino a tre mesi fa: la novarese d'adozione Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, ma non più presidente di Terna e Luciano Colombini, nato a La Spezia nel 1955, amministratore delegato di Banca Ifis. Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.