La pandemia ha frenato anche la Ferrari che comunque ha mantenuto un utile

La pandemia, con il conseguente blocco della produzione, ha rallentato la corsa della Ferrari, ma non l'ha fermata. Nel secondo trimestre, le consegne di vetture fabbricate a Maranello sono diminuite del 48%, a 1.389 e il fatturato ha subito una flessione del 42%, a 571 milioni di euro. L’utile netto si è quasi azzerato (-95%), ma è rimasto: 9 milioni di euro. Per quanto riguatrda la redditività, l’ebitda è risultato di 124 milioni (-60%). Dall'inizio di gennaio alla fine di giugno, Ferrari, controllata da Exor, ha consegnato 4.127 suoi nuovi gioielli (5.281 nello stesso periodo dell'anno scorso), ha registrato ricavi netti pari a 1,503 miliardi (1,924), un ebitda di 441 milioni (625) e un utile netto di 175 milioni (364). L’andamento negativo ha costretto Ferrari a rivedere le previsioni per il 2020. I ricavi netti del 2020 ora sono attesi a circa 3,4 miliardi di euro, contro una stima tra 3,4 e 3,6 miliardi della precedente guidance. L’ebitda dovrebbe attestarsi invece in un intervallo tra 1,075 e 1,125 miliardi di euro, con un margine tra il 31% e il 32,5%, a fronte della precedente valutazione di una forchetta tra 1,05 e 1,2 miliardi e un margine tra il 31% e il 33%. Al 30 giugno, l'indebitamento industriale era pari a 776 milioni, a fronte dei 401 di fine marzo, anche perchè ha distribuito dividendi per 209 milioni. Comunque, la liquidità disponibile ammontava a 1,812 miliardi.