Distretti agroalimentari, Piemonte in testa per le esportazioni nel primo trimestre

 Piemonte in testa nella graduatoria delle esportazioni dei distretti agro-alimentari italiani nel trimestre iniziale di quest'anno. Primo assoluto è il distretto dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato. Dall'inizio di gennaio alla fine di marzo, infatti, le sue esportazioni sono state pari a 406,302 milioni di euro, ancora il 5,2% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. E al secondo posto si è piazzato il distretto dei Dolci di Alba e Cuneo, le cui esportazioni sono ammontate a 301,264 milioni, con un incremento del 4,2% sul primo trimestre 2019. La quota complessiva dei due distretti piemontesi è stata pari al 13,8% dell'export trimestrale di tutti i distretti agro-alimentari italiani censiti da Intesa Sanpaolo (7,9% quella dei vini di Langhe, Roero e Monferrato, 5,9% quella dei Dolci di Alba e Cuneo). Sul terzo gradino del podio nazionale si trova il distretto delle Conserve di Nocera, con esportazioni per 266,642 milioni e la quota del 5,2%.
Quanto alle esportazioni degli altri distretti agro-alimentari del Nord Ovest nel primo trimestre di quest'anno, il Monitor di Intesa Sanpaolo ha rilevato che sono ammontate a 201,419 milioni quelle del Caffe, confetterie e cioccolato torinese (+59,4% rispetto al corrispondente periodo precedente), a 96,913 milioni quelle della Nocciola e frutta piemontese (-8,7%), a 78,622 milioni quelle del Riso di Vercelli (+13%) e, infine, a 45,838 milioni quelle del distretto Florovivaistico del Ponente ligure (-23,2%).
Insieme, i sei distretti agro-alimentari del Nord Ovest hanno fatto registrare dal primo giorno di gennaio all'ultimo di marzo esportazioni per 1,130 miliardi di euro (22% di tutti i distretti italiani monitorati da Intesa Sanpaolo), oltre 93 milioni in più rispetto al primo trimestre 2019.
Intesa Sanpaolo ha rilevato che l’agro-alimentare italiano sta vivendo stagioni di crescita importanti sui mercati esteri: nel 2019, le esportazioni del settore nel suo complesso hanno realizzato la cifra record di oltre 43 miliardi di euro, in incremento del 3,7% rispetto all’anno precedente. E, in particolare, i distretti agro-alimentari hanno fatto ancora meglio: con vendite all'estero per oltre 19 miliardi, il risultato tendenziale è del +4,4%.
Nel primo trimestre del 2020, questo trend è stato ulteriormente accentuato: i distretti agro-alimentari hanno realizzato in totale 5,1 miliardi di esportazioni, miglior trimestre invernale di sempre, corrispondente a un +9,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre i distretti
non agro-alimentari arretrano di circa 10 punti percentuali. Questi risultati vanno letti anche alla
luce delle profonde modifiche intervenute nelle abitudini di consumo adottate nel mese di
marzo, che ha rappresentato l’inizio delle misure di lockdown in Italia, poi progressivamente
estese nel resto d’Europa, necessarie per limitare il diffondersi dell’epidemia di Covid-19.
Il fermo produttivo di alcuni settori identificati come “non essenziali”, sebbene non abbia riguardato
direttamente l’industria agro-alimentare, ha tuttavia avuto importanti ripercussioni sulla mobilità
delle persone, che hanno trasferito parte dei loro consumi in ambito domestico, determinando
una forte domanda da parte della grande distribuzione (con un vero e proprio “effetto
accaparramento”), mentre il canale della ristorazione, dell’hotellerie e del catering ha
praticamente azzerato la propria operatività. Queste modifiche hanno riguardato non solo il
mercato interno, ma anche gli altri paesi nostri partner commerciali, con impatti sul commercio
globale.
L’analisi per filiera dei risultati di vendita sui mercati esteri del primo trimestre 2020 permette di
evidenziare in maniera più evidente alcuni di questi trend. Se la filiera dei vini mantiene il primato
delle esportazioni con oltre 1,3 miliardi di euro (+6,1% tendenziale), è la filiera della pasta e dei dolci quella che realizza il maggior contributo alla crescita del trimestre, arrivando a superare il miliardo di euro, con un incremento del 27,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche le filiere della carne e dei salumi (+10,1% tendenziale) e del riso (+12,3%) vantano risultati lusinghieri, beneficiando dell’incremento dei consumi domestici. Molto bene anche la filiera delle conserve (+5%) e del lattiero-caseario (+4,6%); in positivo il bilancio anche per le filiere dell’olio (+3,6%) e per i distretti agricoli (+1,8%), che avevano entrambe chiuso in negativo il 2019. Unica filiera in regresso è quella dei prodotti ittici, per le probabili minori richieste pervenute dal canale ho.re.ca.