Come Intesa Sanpaolo sta supportando l'economia reale e la sostenibilità sociale

Spronata incessantemente da Carlo Messina, suo consigliere delegato, Intesa Sanpaolo tiene schiacciato il pedale dell'acceleratore sulle iniziative che confermano non soltanto il suo ruolo di banca fortemente impegnata a supportare l’economia reale, ma anche il suo grande impegno sul fronte della sostenibilità e della responsabilità sociale e culturale. Lo conferma la relazione sull'attività nei primi sei mesi di quest'anno, quando, fra l'altro, la banca delle Fondazioni (a partire dalla torinese Compagnia di San Paolo e dalla milanese Cariplo), ha erogato in Italia nuovo credito a medio-lungo termine per circa 35 miliardi di euro, di cui 28 miliardi a famiglie e piccole e medie imprese. Nello stesso periodo, ha riportato in bonis circa 4.300 aziende italiane da posizioni di credito deteriorato, preservando altri 22.000 posti di lavor (580.000 dal 2014). Prima banca in Italia a concedere moratorie, precedendo lo specifico quadro normativo, Intesa Sanpaolo finora ne ha approvate per circa 47 miliardi di euro, dei quali circa 3/4 relativi a imprese e 1/4 a famiglie. E' stata la prima anche a firmare il protocollo d’intesa con Sace, fornendo immediato supporto alle imprese, in applicazione del Decreto Liquidità: complessivamente, includendo anche il Fondo Pmi, ha erogato finora crediti garantiti dallo Stato per un ammontare pari a circa 17 miliardi di euro. Inoltre, anche a seguito delle misure annunciate dal Governo, ha messo a disposizione delle imprese e dei professionisti 50 miliardi di euro per nuovi crediti destinati alla salvaguardia dell’occupazione e alla gestione dei pagamenti durante l’emergenza; oltre che 10 miliardi come nuove linee di credito per supportare 2.500 filiere produttive italiane. Ancora: Intesa Sanpaolo ha manifestato la disponibilità ad acquistare crediti di imposta supportando famiglie, condomini e imprese, con soluzioni finanziarie modulari e flessibili, perché beneficino della deduzione al 110% delle spese per efficienza energetica e adeguamento antisismico e ha avviato il Fondo Impact per l’erogazione di di prestiti per circa 1,2 miliardi alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito, nonostante il loro potenziale. Fra l'altro, sempre nel primo semestre, ha erogato 21 milioni a valere sulla prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino nel nostro Paese o all’estero (Per Merito), portandone a 60 milioni il totale dall’inizio del 2019. Inoltre, a luglio ha lanciato Mamma@work, un finanziamento a condizioni molto agevolate per conciliare maternità e lavoro nei primi anni di vita dei figli, dopo aver annunciate, in gennaio, due nuove iniziative, per supportare le madri lavoratrici in India e le persone ultracinquantenni che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà ad accedere al trattamento pensionistico. Nel primo semestre ha finanziato con 478 milioni diversi progetti sul plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi (per il 2018-202), a supporto dello sviluppo sostenibile. E ha confermato la disponibilità a finanziare con 50 miliardi di euro l’economia verde per la realizzazione del green deal europeo in Italia. In quest'ambito, si colloca S-Loan, soluzione innovativa di Intesa Sanpaolo rivolta alle Pmi per finanziare progetti che migliorino il loro profilo di sostenibilità, a cui sono allocati 2 miliardi di euro, con un tasso di interesse ridotto subordinatamente alla verifica di due indicatori Esg, che devono essere riportati nella relazione di bilancio annuale delle aziende finanziate. Sono state analizzate circa 600 iniziative di startup (oltre 1.800 dal 2018) in due programmi di accelerazione con 37 startup assistite nel semestre (circa 270 dal 2018) presentandole a selezionati investitori e soggetti operanti nell’ecosistema (circa 5.500 fino ad oggi). Il programma di Intesa Sanpaolo “Giovani e Lavoro”, in corso di realizzazione, in partnership con Generation, è finalizzato alla formazione e all’accesso di 5.000 giovani al mercato del lavoro italiano. Nella relazione semestrale, Intesa Sanpaolo ha ricordato che sono circa 60.000 i dipendenti in smart working per contrastare gli effetti di Covid-19 e 20.000 i gestori che assicurano il servizio di assistenza e consulenza da remoto. Dall'inizio di gennaio alla fine di giugno sono state assunte 486 persone, di cui 167 durante il lockdown. A sostegno delle iniziative sanitarie, le donazioni hanno superato i 100 milioni di euro, incluse quelle derivanti dalla rinuncia del Consigliere delegato e Ceo e di 21 top manager a un importo complessivamente pari a circa 6 milioni di euro dei bonus riconosciuti dal Sistema incentivante 2019. E sono stati destinati 125 milioni di euro del Fondo Impact (pari al 50%) alla riduzione del disagio socio economico causato da Covid-19.