Monopattini elettrici, un grande business

 Bonus per l'acquisto, nuove corsie dedicate, offerta crescente, indubbia praticità, piacevolezza d'uso, cult mobility, grande libertà di movimento, alternativa alla city-car. Sono diversi i fattori che stanno facendo esplodere il fenomeno dei monopattini elettrici. Anche a Torino. Ad accelerarne la diffusione, fra l'altro, è il coronavirus, che, sconsigliando di spostarsi con i mezzi pubblici per evitare il contagio, favorisce forme alternative di mobilità urbana, come quella dei monopattini elettrici, scelti soprattutto dai giovani. Sta di fatto che quello dei monopattini elettrici, chiamati anche e-scooter - sta diventando un mercato sempre più rilevante, tanto che il Boston Consulting Group, multinazionale della consulenza strategica, ha previsto una potenzialità di 25-30 miliardi di dollari, a livello globale e una forte crescita degli investimenti dedicati.
Lo stesso Boston Consulting Group (Bcg), comunque, pur ricoscendo che quello dei monopattini elettrici è “uno dei fenomeni di consumo con la crescita più rapida a livello mondiale”, si è subito premurato di aggiungere che ne è “anche uno dei più controversi”. Infatti, ci sono città che hanno deciso di limitare il loro utilizzo, con vincoli creati in funzione soprattutto della convivenza con gli altri mezzi di trasporto e con i pedoni. Altre, al contrario, hanno scelto di puntare su questa forma di mobilità alternativa, influenzando anche gli investimenti e lo sviluppo tecnico dei monopattini elettrici. In effetti, i modelli di seconda generazione sono più robusti e con un ciclo di vita più lungo rispetto ai precedenti; inoltre, sono dotati di nuovi elementi intelligenti, come i sensori anti-vandalismo.
Il prossimo livello di innovazione – prevede il Bcg– riguarderà le batterie, che saranno sostituibili in stazioni di ricarica poste in vari punti della città, dove gli utenti potranno cambiarle in cambio di credito di viaggio, analogamente a quanto già avviene per il rifornimento delle auto nelle app di car-sharing”.
Trattando della diffusione degli e-scooter, il report della multinazionale della consulenza strategica distingue quattro elementi chiave: densità della popolazione, apertura all’uso delle bici, clima, numero dei giovani. In base a questi, sono state individuate 750 città negli Usa e in Europa adatte a questo tipo di micromobilità. Nel Vecchio Continente spiccano Copenhagen e Berlino che, secondo il Boston Consulting Group sono “più portate alla maggiore crescita del mercato dei monopattini elettrici grazie alla loro cultura e alla presenza di spazi destinati alle bici già da molto tempo”.
In molte altre città la penetrazione degli e-scooter dipenderà dai progressi che le amministrazioni riusciranno a fare sulla pianificazione e soprattutto sulla sicurezza, dato che ad oggi l’80% degli incidenti riguarda casi in cui le auto o i camion investono monopattini e biciclette. Lo studio suggerisce dunque di creare regole adeguate e investire sulle infrastrutture, comprese piste ciclabili e parcheggi designati. Nonostante tutte le difficoltà, il Boston Consulting Group non ha dubbi: “gli e-scooter sono qui per rimanere e, insieme alle altre forme di micromobilità, saranno i protagonisti della mobilità urbana del futuro”.