Bernabò Bocca: gli hotel delle città d'arte hanno già perso il 70-80% del fatturato

 “Il governo ha fatto alcuni interventi, ma a mio giudizio non sono sufficienti”. Lo dice il presidente di Federalberghi, il piemontese Bernabò Bocca, che traccia le linee della stagione turistica estiva, dopo il giro di boa ferragostano (Bernabò Bocca, è nato nel 1963 a Torino, dove ha conseguito il diploma di Economia alla Scuola di Amministrazione Aziendale. E' presidente della Sina Hotels, catena di 11 grandi alberghi in diverse città italiane fondata dal padre Ernesto, a Firenze. Cavaliere del Lavoro, è sposato con Benedetta Geronzi, figlia di Cesare e ha due figli). “Il grosso- ha spiegato Bernabò Bocca- è stato fatto sul bonus vacanze, che ancora non sappiamo quanto verrà utilizzato e, comunque, stiamo parlando di un utilizzo fatto per alberghi in località di villeggiatura al mare o in montagna, ma non nelle città d'arte. Bisognava, invece, pensare a un intervento a favore di tutte le strutture, anche quelle che sono rimaste chiuse”.
Per quanto riguarda le stime sulle perdite di fatturato, a oggi, nelle città d'arte siamo intorno al 70-80% di calo. Negli alberghi al mare invece intorno al 30-40%”. Questo perché di solito, “la stagione al mare inizia a Pasqua, mentre quest'anno siamo rimasti chiusi fino a giugno, abbiamo cominciato a luglio e sono saltate date importanti come appunto Pasqua, primo maggio e 2 giugno. Poi è ovvio che se si va a vedere soltanto agosto, la perdita è inferiore. Il tema è capire bene come andrà a settembre, dove rischiamo di farci male di nuovo”.
Per Bocca, “oggi stiamo vedendo un film a seconda della località della quale parliamo e gli alberghi delle città d'arte non hanno avuto nessun beneficio né dal bonus vacanze né dalla ripresa del mercato italiano che comunque, va detto, ha reagito bene. E' ovvio che rilanciare oggi la domanda è impossibile, nessuno ha la bacchetta magica, però mentre all'inizio il governo ha fatto bene ad aiutare tutti, ora bisogna capire chi si è risollevato e chi è rimasto indietro e concentrare gli sforzi in settori come il nostro, che sono rimasti indietro e che rimarranno indietro anche nei prossimi mesi”.
Secondo Bocca, invece, “purtroppo vediamo ancora interventi a pioggia e questo non va bene, perché se uno Stato ha soldi illimitati aiuta chiunque, altrimenti li deve concentrare dove c'è più bisogno, invece continuiamo a vedere provvedimenti nei quali si utilizza la solita logica dei soldi a pioggia. Noi avevamo chiesto, ad esempio, di poter allargare l'ecobonus per le ristrutturazioni anche al settore alberghiero, molti ne avrebbero approfittato in questo periodo dove molte strutture sono ancora chiuse, invece ci siamo trovati con un tax credit con un massimale da 200 mila euro che nel nostro settore sono poca cosa e ci puoi fare davvero poco”. Il presidente di Federalberghi ha osservato che “anche il decreto liquidità, che consente finanziamenti a 6 anni, nel nostro settore non è sufficiente. Chi lavora nel nostro campo deve avere finanziamenti almeno a 15 anni”..