Aosta, Savona e Verbania nella top ten delle province a più alta "turisticità"

 L’epidemia Covid-19 sta condizionando la stagione turistica. Secondo il bollettino Enit di fine luglio, le prenotazioni aeree dall’estero, per il periodo dal 27 luglio al 6 settembre, segnano un calo del 90,3% mentre gli arrivi aeroportuali internazionali dal 1° gennaio al 26 luglio indicano una flessione dell’82%. Quanto al traffico autostradale, pur in miglioramento, nella settimana terminata il 2 agosto 2020 segna una riduzione dell’11,4%.
Già in primavera, comunque, era emersa una pesante contrazione dei flussi turistici; infatti, nei tre mesi terminanti a maggio, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è diminuita dell’87,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e quella dei viaggiatori italiani all’estero è diminuita del 79%. Dati che, insieme ad altri, giustificano, fra l'altro, i contributi a fondo perduto, stanziati con il Decreto legge “Agosto”, a favore delle attività economiche e commerciali nei centri storici. I comuni beneficiari del provvedimento sono stati scelti sulla base del tasso di “turisticità” dei territori, mappa redatta dall'Istat e dalla quale emerge che, in Italia, in media, si registrano 7,1 giornate di presenze negli esercizi ricettivi per abitante.
Le aree che presentano una maggiore vocazione turistica, superiore alla media nazionale, sono la provincia di Bolzano con 62,8 presenze per abitante e quella di Trento con 33,6, seguite, nell'ordine dalle regioni Valle d’Aosta (28,6 presenze per abitante), Veneto (14,1), Toscana (12,8), Liguria (9,8), Emilia-Romagna e Sardegna con 9,1 e Friuli-Venezia Giulia con 7,4. Le prime dieci province per tasso di turisticità, sono Bolzano (62,8 presenze per abitante), Rimini (47,8), Venezia (42,9), Trento (33,6), Aosta (28,6), Grosseto (26,1), Livorno (25,6), Savona (19,8), Siena (19,6) e Verbania (19,5).
Oltre al tasso di “turisticità”, il Decreto legge, ha preso in considerazione i comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che, secondo le ultime rilevazioni effettuate dall’Istat, hanno registrato, prima dell’emergenza sanitaria, presenze di turisti stranieri in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti per quanto riguarda i capoluoghi di provincia e in numero pari o superiore a quello dei residenti per i comuni capoluogo di città metropolitana. Ai primi posti, sulla base di questo indicatore, si sono collocati Venezia con 42,6 presenze straniere per abitante, Verbania con 26, Firenze con 21,5, Rimini con 15,3 e Siena con 11,6.